Questo integratore prometteva di “catturare” la metà dei tuoi grassi, maxi-multa per pratica commerciale scorretta ai produttori francesi

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il laboratorio francese Forté Pharma è stato condannato per pratica commerciale sleale per il suo integratore Calori Light

La ricetta del porridge senza cottura

“Alleggerisci tuoi pasti, cattura il 50% dei grassi”: era questo il claim utilizzato dal noto laboratorio francese Forté Pharma per l’integratore Calori Light, usato per mantenersi in linea e venduto anche in Italia. Secondo quanto riportato sulla confezione, lo straordinario risultato brucia-grassi era dovuto alla miscela di fibre di cacao e arancia usata nella composizione del prodotto.

A rendere il tutto ancora più affidabile era il riferimento a test scientifici. In realtà, però, era solo fuffa. Un inganno ai danni dei consumatori, che fortunatamente è stato smascherato. A svelare la scorrettezza è stata la CLCV (Confederation of Housing and Living Environment), che aveva deciso di fare ricorso. Così, qualche settimana la ditta francese Forté Pharma è stata condannata dalla Corte d’Appello di Parigi per pratica commerciale sleale. Come si legge nella sentenza, la società dovrà risarcire con 18mila euro la CLCV, che opera nel settore della tutela dei consumatori.

Nella confezione del prodotto contestato dalla CLCV venivano usate le seguenti affermazioni: “Alleggerisci i tuoi pasti – Cattura il 50% di grasso”, “2 capsule di calorilight = – 50% di grasso”, “Prendere 2 capsule durante il pasto che si desidera alleggerire”. 

Il Tribunale ha confermato che gli studi menzionati dal laboratorio non confermassero le promesse avanzate, con tanto di percentuali (50% dei grassi). Alla società, nata nel 1999 e specializzata nella vendita di integratori alimentari, è stato quindi ordinato di rimuovere il claim “Alleggerisci tuoi i pasti, cattura il 50% dei grassi” e la menzione agli studi su tutte le confezioni e naturalmente su tutti i siti in cui si vende o sponsorizza il prodotto in questione.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: Corte d’Appello di Parigi 

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook