Burger, bevande e cibi vegetali ultra-processati: “non sempre sono salutari”, avverte l’OMS

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Un nuovo report dell’OMS mette in guardia sui rischi legati al consumo eccessivo di alimenti vegetali ultra-processati, che andrebbero evitati per una serie di motivi 

Burger e salsicce vegetali, latte d’avena, formaggi vegan: negli ultimi tempi questi prodotti alimentari sono sempre più gettonati e consumati da chi ha deciso di abbandonare un’alimentazione a base di carne. Eppure non sempre queste alternative sono salutari o fanno bene all’ambiente. A mettere in guardia i consumatori è l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che ha di recente ha pubblicato un report sull’impatto delle diete a base di sostituti vegetali.

Il problema, naturalmente, non è l’alimentazione vegetariana e vegana in sé, quanto piuttosto i cibi ultra-processati, che si rivelano anche poveri di nutrienti e fibre. Ciò significa allora che è meglio optare per la carne? Niente affatto. L’ideale sarebbe optare per alimenti vegetali sani e non sottoposti a trasformazioni o comunque poco lavorati.

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L’OMS invita ad evitare gli alimenti vegetali ultra-trasformati

Nello studio appena pubblicato l’Oms solleva dei dubbi sui surrogati di carne e latte. Troppo spesso quelli che si trovano negli scaffali dei supermercati non sono un’alternativa salutare.

Le moderne diete a base vegetale possono includere anche alimenti ultra-lavorati.  – chiarisce l’OMS – Questi includono l’imitazione di ‘carni’ lavorate (compresi i prodotti messi in commercio come salsicce, bocconcini e veg burger), bevande (ad esempio, il latte di mandorle e avena), “formaggio” e “yogurt” a base vegetale.

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I cibi in questione si caratterizzano per formulazioni di sostanze derivate da alimenti interi, tra cui amidi, zuccheri, grassi e proteine isolate, e spesso sono pieni di aromi coloranti, emulsionanti e altri additivi cosmetici impiegati per migliorare la durata di conservazione, l’appetibilità e l’aspetto estetico del prodotto.

Tutte queste sostanze di certo non possono fare bene alla salute, anche se – avverte l’OMS – “sono necessarie ulteriori ricerche per indagare gli impatti ancora sconosciuti degli additivi alimentari e dei sottoprodotti impiegati durante la lavorazione industriale questi alimenti di origine vegetale.”

Inoltre, nel report dell’OMS si aggiunge da uno studio condotto nel 2020 è emerso che gran parte degli alimenti base vegetale ultra-processati presenti in commercio contengono elevate quantità di sale.

Via libera a cereali integrali e frutta e verdura

Cosa dovrebbero mangiare quindi le persone che hanno abbandonato prodotti come il pesce e la carne? Secondo l’OMS, la soluzione migliore sarebbe preferibilmente scegliere cibi e bevande minimamente trasformati, optando per “cereali integrali invece di quelli raffinati, frutta intera al posto dei succhi oli vegetali non raffinati e non tropicali (ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi) come ad esempio olio d’oliva e di girasole (invece di quello di cocco e degli oli parzialmente idrogenati)”. Lo stesso discorso vale per le bevande: meglio optare per acqua, caffe e tè evitando bibite gassate o zuccherate.

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A chi invece non è ancora riuscito ad abbracciare una dieta completamente vegetariana o vegana, l’OMS consiglia di ridurre gradualmente il consumo di carne, non soltanto per una questione etica ma anche per proteggere la propria salute.

È stato riscontrato che il consumo frequente (quattro o più porzioni a settimana) di carne lavorata e carne rossa non trasformata aumenta il rischio di cancro intestinale. – sottolinea l’OMS – Tuttavia, il calcio, presente principalmente nei latticini, offre una certa protezione contro il tumore al colon-retto. Vegani, vegetariani e pescetariani sono esposti a rischi minori di andare incontro a forme di tumore rispetto a chi consuma carne.

In definitiva… sì alla dieta vegetariana o vegana, no all’eccesso di alimenti ultra-lavorati (meglio preparare burger e altre pietanze in casa con prodotti genuini)!

Fonte: OMS

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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