Nestlè riapre la fabbrica di pizza Buitoni collegata all’epidemia mortale di E. coli che ha ucciso anche due bambini

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Lo stabilimento Buitoni di Caudry, quello che aveva prodotto le pizze contaminate e creato il più grande focolaio di E. coli mai documentato in Francia, è stato autorizzato a riaprire, anche se solo parzialmente

La prefettura del Nord in Francia ha autorizzato la parziale ripresa della produzione nello stabilimento Buitoni (Nestlé) di Caudry, al centro di un grave scandalo sanitario a causa delle sue pizze contaminate.

Probabilmente ricorderete che le pizze a pasta cruda della gamma Fraîch’Up, sono state accusate di aver causato la morte di due bambini e l’avvelenamento di decine di altri da parte del batterio Escherichia coli.

Si tratta del più grande focolaio di E. coli mai documentato in Francia: oltre 50 i casi confermati e due probabili con un’età media di 6 anni sono stati riscontrati a livello nazionale, con insorgenza della malattia tra metà gennaio e aprile.

Ci sono stati ben 50 casi di sindrome emolitico-uremica (HUS), un tipo di insufficienza renale associata a infezioni da E. coli che può causare seri problemi di salute per tutta la vita: due bambini sono morti e altri due hanno avuto gravi postumi dopo aver contratto l’infezione.

Per fortuna c’è stata anche una storia a lieto fine per una bambina intossicata dalla pizza Buitoni. Leggi anche: Scandalo pizza Buitoni, miracolo tra i bimbi intossicati: la piccola Léna esce dal coma, ma ha deficit mentali

A marzo, Nestlé ha richiamato le pizze incriminate e la produzione nello stabilimento di Caudry è stata sospesa. A maggio è stata aperta un’inchiesta penale su quanto accaduto.

Nella fabbrica sono stati prelevati più di 2mila campioni da ambienti e macchinari, materie prime, silos e prodotti finiti. I test su campioni di farina e alcuni prodotti hanno rivelato E. coli, ma i risultati delle linee di produzione e dell’ambiente non hanno rilevato l’agente patogeno, secondo Nestlé. Ciò significa che la probabile fonte di contaminazione era la farina utilizzata per fare le pizze.

Leggi anche: Pizza Buitoni contaminata da Escherichia coli: facciamo chiarezza, cos’è successo davvero

La fabbrica Buitoni di Caudry può tornare a produrre (ma solo parzialmente)

Dopo 9 mesi di chiusura, Buitoni ha avuto il via libera per la riapertura ma solo “della linea delle pizze con impasto cotto”, considerato che su questa parte della fabbrica è stato raggiunto “il controllo delle condizioni di produzione della pizza”.

Come ha dichiarato Nestlé:

Questo riavvio segue un processo di diversi mesi, in consultazione con le autorità, per soddisfare specifiche dettagliate sulla sicurezza delle nostre forniture, dei nostri prodotti e su un piano per modernizzare la fabbrica. Ci stiamo avvicinando a questa riapertura continuando a essere parte di un processo di prova e trasparenza nei confronti di tutti.

Importante sottolineare che la produzione della linea di pizze al centro dello scandalo, ovvero quelle crude, come la gamma Fraîch’Up, non ripartirà ancora e non si sa quando questo avverrà.

Nestlé sta però lavorando per poter tornare a produrre tutto il prima possibile, ovviamente dopo aver ottenuto il consenso dalle autorità sanitarie francesi.

Nel frattempo, le oltre 50 vittime reclamano ben 250 milioni di euro come risarcimento da parte della Nestlé. Sempre troppo poco, soprattutto per chi per una pizza ha perso i propri figli.

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Fonte: Le figaro

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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