La Cina ha accumulato da mesi grano e carne, portando le sue scorte alimentari ai massimi livelli

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Il paese orientale punta allo sviluppo del mercato delle sementi affinché nelle ciotole cinesi ci sia cibo cinese

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La Cina accumula cibo, soprattutto grano e carne: se una prima motivazione era la sicurezza alimentare derivata dalla crisi da Covid, ora si pensa che questa politica “prendi tutto” possa essere invece legata all’invasione Russa dell’Ucraina. Nei primi otto mesi del 2021 la Cina ha speso ben 98,1 miliardi di dollari per l’acquisto di alimenti.

L’azienda statale COFCO Group, ha stipato grani in 310 silos giganti nel porto di Dalian, nel nord-est del Paese. L’operatore di carni cinese Wh Group ha acquistato aziende in Europa. Inoltre dal primo gennaio 2022 tutte le aziende che vogliono esportare cibo verso la Cina si sono dovute registrare presso un sito dedicato delle Dogane cinesi per non essere lasciate fuori da un mercato imponente, cresciuto negli ultimi 10 anni del 17,4 %. Il provvedimento riguarda sia il settore alimentare che quello di bevande, alimenti per la salute fino alle caramelle.

Legame tra Russia e Cina

Innegabile il legame politico tra Cina e Russia reso ancora più stabile con il vertice bilaterale dello scorso febbraio, ribattezzato come il Patto delle Olimpiadi. Mentre i fuochi d’artificio davano inizio alla competizione invernale olimpica, i due Paesi rendevano pubblica una nota congiunta in cui si evidenzia la loro crescente collaborazione. Nel comunicato stampa si sottolinea come:

Le due parti si oppongono all’abuso dei valori democratici da parte di qualsiasi paese, all’ingerenza negli affari interni dei paesi sovrani con il pretesto della salvaguardia della democrazia e dei diritti umani e alla provocazione della divisione e del confronto mondiale. (…) Le due parti sono disposte a collaborare con tutti i paesi disponibili per promuovere la vera democrazia.

Un relazione geopolitica sancita anche in nome dell’opposizione da parte di entrambe le potenze verso le forze esterne che cercano di minare la sicurezza e la stabilità nelle loro regioni adiacenti comuni e vogliono interferire negli affari interni dei paesi sovrani con qualsiasi pretesto. Soprattutto, a seguito di quell’incontro tra le due delegazioni, la Cina ha approvato l’importazione di grano e orzo da tutte le regioni russe dopo aver fatto incetta del granaio d’Europa ovvero l’Ucraina.

Scorte ai massimi livelli

Da diversi mesi erano arrivati i primi allarmi circa la politica alimentare cinese particolarmente aggressiva. Da un lato l’indice Fao dei prodotti alimentari aveva registrato una crescita dei prezzi soprattutto dei cereali a seguito di questa corsa all’accumulo di provvigioni; dall’altro il Dipartimento dell’Agricoltura USA aveva avvertito come, secondo i dati in loro possesso, la Cina sarebbe riuscita a garantirsi il 69% delle riserve mondiali di mais nella prima metà dell’anno agricolo 2022, del 60% del riso e del 51% del grano su scala globale. La Cina sta mantenendo le sue scorte di cibo ai “massimi storici”: a dichiararlo è stato il direttore delle riserve di grano per l’Amministrazione delle scorte nazionale di cibo e delle riserve strategiche, Qin Yuyun, lo scorso novembre.

Il nuovo mercato cinese delle sementi

Il gigante orientale ora però ha un altro obiettivo da raggiungere: l’autosufficienza alimentare. Se in principio erano state la paura della pandemia e la necessità di garantire a tutti i cinesi cibo sicuro e in giuste quantità a guidare queste mosse, oggi la situazione sembra cambiare rapidamente. La crisi dell’approvvigionamento delle materie prime ha sicuramente accelerato un altro processo affinché:

le ciotole cinesi siano principalmente piene di cibo cinese.

È stato il Presidente cinese Xi Jinping ha rilasciare questa affermazione, secondo la CCTV, nel corso della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CCPPC): il Paese, per arrivare alla tanto necessaria autosufficienza, deve garantire una capacità produttiva senza precedenti. Questo si traduce nella stabilizzazione della produzione di cibo, mais, di semi di soia e semi oleosi e anche nello sviluppo dell’industria delle sementi in quanto la sicurezza delle sementi è legata alla sicurezza nazionale.

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FONTI: Reuters; Fao Food Index; CCTV; Comunicato governo cinese; China Import Food Enterprises Registration

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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