Salmonella nei Kinder Ferrero: riapre lo stabilimento di Arlon, ma solo per 3 mesi con un’autorizzazione condizionale

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Dall'8 aprile scorso lo stabilimento Ferrero di Arlon è chiuso, in seguito allo scandalo dei prodotti Kinder contaminati da Salmonella. L'azienda già da tempo attendeva con ansia la possibilità di riaprire e ora l'autorizzazione è stata concessa, ma a determinate condizioni

In seguito ai casi di salmonella, segnalati in diversi Paesi europei e legati al consumo di ovetti e cioccolatini Kinder, l’AFSCA, Agence fédérale pour la sécurité de la chaîne alimentaire (Agenzia per la sicurezza alimentare belga), ha avviato immediatamente un’indagine approfondita. Questa ha portato, l’8 aprile, a revocare l’autorizzazione allo stabilimento di Arlon, ritirando contemporaneamente dal mercato tutti i prodotti che arrivavano da questa fabbrica.

Leggi anche: Kinder Ferrero, chiude lo stabilimento belga di Arlon per contaminazione da salmonella

Si è trattato di un’allerta alimentare per salmonella tra le più estese e importanti degli ultimi anni (parliamo di ben 3000 tonnellate di prodotti ritirati e di oltre 300 bambini contagiati).  Leggi anche: Salmonella nei Kinder: 3000 tonnellate di prodotti ritirati e oltre 300 bambini contagiati, Ferrero parla per la prima volta

A maggio Ferrero ha chiesto all’AFSCA l’autorizzazione per poter produrre nuovamente, ma non gli è stata concessa fino a qualche giorno fa, quando la stessa Agenzia ha deciso di rilasciare un’autorizzazione condizionale all’azienda.

Come si legge nel comunicato AFSCA:

Questa decisione arriva dopo diverse settimane di approfondite analisi durante le quali l’AFSCA ha effettuato diversi controlli in loco sia a livello delle procedure interne messe in atto da Ferrero che delle infrastrutture dello stabilimento.

Ma cosa si intende per autorizzazione condizionale?

Intanto che al momento l’autorizzazione sarà concessa solo per un periodo di 3 mesi. Inoltre, durante questo periodo, verranno analizzate tutte le materie prime, nonché ogni lotto di prodotti alimentari prima che fuoriescano dallo stabilimento e vengano immessi sul mercato. Solo se le analisi daranno un risultato conforme, quindi, i prodotti arriveranno effettivamente sugli scaffali.

Una fiducia a metà insomma: si riapre ma con maggiori controlli rispetto a prima. Del resto la situazione creata dai prodotti contaminati usciti da questo stabilimento è stata molto grave e richiede ancora adesso la massima attenzione.

L’AFSCA comunque è ben disposta nei confronti dell’operato della Ferrero e scrive che:

L’AFSCA è del parere che, allo stato attuale, Ferrero offra le necessarie garanzie di rispetto delle norme e dei requisiti di sicurezza alimentare. Tuttavia, l’AFSCA ha optato per un’autorizzazione condizionale perché l’Agenzia ritiene fondamentale poter verificare la concreta applicazione di tutte le procedure interne una volta che lo stabilimento avrà ripreso le sue attività produttive.

Solo superato il periodo di 3 mesi, se tutto sarà a norma, verrà rilasciata un’autorizzazione definitiva.

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Fonte: AFSCA 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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