Bagni derivativi: un metodo naturale per disintossicare l’organismo

bagni derivativi

Quella dei bagni derivativi è una pratica semplice ed economica che si può utilizzare per disintossicare l’organismo da tutte quelle sostanze e scorie accumulate che, a lungo andare, provocano la comparsa di disturbi e patologie.

Cosa serve per fare un bagno derivativo? Una spugna e tanta acqua fresca (non gelata)! Il procedimento è molto semplice, bisogna rinfrescare per almeno 10 minuti la zona inguinale (entrambi i lati) con leggere frizioni da effettuare a partire dall’inguine e verso l’ano, quindi dall’alto verso il basso.

Cose molto importanti da considerare durante questa pratica sono: tenere il resto del corpo caldo (in particolare i piedi) ed effettuare i bagni derivativi lontano dai pasti. Per il resto non ci sono grosse avvertenze tranne quella di non utilizzare questo metodo disintossicante in caso si abbia poca energia vitale, ad esempio in caso di gravi malattie, interventi chirurgici recenti o se si è eccessivamente sottopeso/sovrappeso.

Grazie alla frizione e al conseguente raffreddamento delle zone intime si contribuisce a riattivare circolazione, sistema linfatico e digestivo, aiutando così il fisico ad eliminare le tossine. Per avere un effetto duraturo ed ottimale è necessario dedicare un po’ di tempo ai bagni derivativi ogni giorno, aumentando gradualmente la durata del trattamento (che comunque dipende da età e peso della persona che lo effettua), evitare di fare doccia o bagno subito dopo, facendo attenzione invece a mantenere la propria temperatura corporea sufficientemente calda creando così contrasto con la zona frizionata.

I bagni derivativi sono rimedi naturali utilizzati soprattutto in caso di:

  1. Insonnia
  2. Allergie
  3. Acne
  4. Asma
  5. Dolori alla schiena, al collo e ai denti
  6. Cellulite
  7. Emorroidi
  8. Herpes
  9. Mestruazioni dolorose
  10. Stitichezza
  11. Mal di testa
  12. Dipendenza da droghe o nervini
  13. Regolazione del peso
  14. Perdita dei capelli

Tante persone hanno sperimentato questo metodo con successo, provate anche voi

Ps: per saperne di più potete leggere “Il Nuovo Libro dei Bagni Derivativi” – France Guillain – Edizioni Età dell’Acquario

LEGGI ANCHE: Bagni derivativi: strumenti utili e come praticarli

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