Ponte nelle Alpi, re dei Ricicloni

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Ponte nelle Alpi è un piccolo comune di 8.500 abitanti in provincia di Belluno. Vi starete chiedendo per quale motivo decido di dedicare questo post a Ponte nelle Alpi? Per coloro che si occupano di rifiuti, il comune bellunese rappresenta una località “mitica” citata come uno degli esempi virtuosi da seguire. 87,7% di raccolta differenziata, 81,53 di indice di buona gestione. Sono questi i numeri che hanno permesso a Ponte delle Alpi di piazzarsi per la terza volta consecutiva al primo posto della classifica del dossier Comuni Ricicloni di Legambiente. Ma come ha fatto Ponte delle Alpi a diventare il re dei Ricicloni? Il racconto lo lascio ai protagonisti con la “storia di ordinaria buona gestione” pubblicata nel dossier Comuni Ricicloni 2012:

La nostra storia parte da lontano, dalla lotta contro il progetto di una discarica, proprio lì, sulle rive del Piave, nelle Dolomiti bellunesi, in un comune di 8 mila abitanti distribuiti in 11 frazioni con altitudini che vanno dai 400 m s.l.m. agli oltre 2 mila metri. A raccontare questa storia si appassiona Ezio Orzes, già postino e ora Assessore all’ambiente del Comune per il secondo mandato. Ancora nel 2006 la percentuale di differenziata languiva al 22,4% e i cittadini pagavano 450 mila euro per lo smaltimento in discarica: “Si credeva che la raccolta differenziata porta a porta incrementasse il costo del servizio. In realtà, in 3 anni abbiamo avuto una diminuzione del 14% dei costi. D’altronde, siccome abbiamo una tassa la cui parte variabile è calcolata sul secco residuo (per cui c’è una parte fissa ed una variabile che viene calcolata sul numero degli svuotamenti dei contenitori), il principio è che più si differenzia, meno secco residuo rimane, e meno si paga.”

Oggi il costo di smaltimento del non riciclabile è diminuito di dieci volte, circa 40 mila euro. Certamente il lavoro di raccolta differenziata ha aumentato i costi dei servizi: si è infatti costituita una società comunale di scopo, la Ponte Servizi, controllata totalmente dal Comune, un direttore, Stefano Triches, e 5 dipendenti, coadiuvati da 4 collaboratori di una cooperativa: “Abbiamo, così, trasformato una voce di costo (per spedire i rifiuti sotto terra) in occupazione con un risparmio effettivo finale per i cittadini.”

Oggi i numeri che presenta alla Giuria dei Comuni Ricicloni fanno impressione: 87,7 % di raccolta differenziata con una quota di impurità pari a solo il 2,5% – quindi quasi tutto quello che viene raccolto sarà poi davvero riciclato -, 1769 nuclei familiari (il 41%) hanno attivato il compostaggio domestico consentendo un contenimento dei costi generali di raccolta e trattamento. Non contenti del risultato, 200 tonnellate di rifiuto indifferenziato nel corso del 2011 sono state conferite al Centro Riciclo Vedelago (TV) per separare le ultime frazioni riciclabili: si è riusciti così ad avviare a riciclo altre 121 tonnellate (61%)!

Continuo il coinvolgimento della popolazione (l’Ecocalendario è appeso in tutte le case) e soprattutto delle scuole, anche elementari: sono loro i primi protagonisti della raccolta, mediante apposite tanichette, dell’olio di frittura da usare come combustibile rinnovabile per caldaie e motori.

La nuova sfida lanciata ora dal Comune di Ponte nelle Alpi è il riciclo dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini. Già ora è attivo per tutti il servizio gratuito di ritiro con contenitori dedicati a prova di odori, ma per vincere definitivamente la guerra al pannolino nei rifiuti è già stato siglato un accordo che coinvolge il Centro di Vedelago e i Consorzi dei comuni trevisani (400 mila abitanti) e la Fater s.p.a., produttrice del marchio Pampers. Da settembre 2012 si avvierà un impianto pilota per il lavaggio a vapore, la separazione e il riciclaggio della cellulosa e della plastica presente oggi nei pannolino usa e getta.

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