Il piatto vegano triestino: la Jota bianca

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La ricetta che vi propongo oggi proviene direttamente dalla cucina popolare e sembrerebbe nata proprio per riciclare gli avanzi. E’ ottima soprattutto in queste fredde giornate invernali, specie la sera, quando abbiamo l’esigenza di riscaldarci con una bella minestra. Le origini della Jota sono prettamente riconducibili alla zona che comprende il Friuli e la Slovenia, ma la vera patria è Trieste. Ne esistono diverse versioni, dalle più diffuse, che prevedono l’aggiunta di salsiccia, pancetta & Co. a quelle più stravaganti e snob come quella con le capesante, proposta dallo chef Gianfranco Vissani. Io oggi vi suggerisco la versione vegana nonché originale, senza grassi animali e cotenne!

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Ingredienti

Mezzo chilo di crauti acidi (meglio sfusi)

Tre etti di fagioli bianchi, io ho usato i cannellini

Due cucchiai di farina

Due patate

Due foglie di alloro

Qualche bacca di ginepro

Olio d’oliva

Uno spicchio d’aglio (se vi piace)

Sale q.b.

…e se la gradite, santoreggia

Quest’ultima, non è proprio facile da reperire, spesso ce l’hanno al super nel reparto di frutta e verdura, ma se proprio non ne trovate potete reperirla nelle erboristerie. Eventualmente, potete pensare di coltivarla in vaso o in giardino e così potrete apprezzarne anche gli impieghi salutistici oltre che culinari. Ma ora veniamo al procedimento per preparare la Jota.

1 – Scaldate due cucchiai d’olio oliva con due cucchiai di farina e uno spicchio d’aglio

2 – Quando la farina prende colore mettete i crauti, le patate tagliate a cubetti, il ginepro e l’alloro. Aggiungete acqua fino a coprire appena il composto e lasciate sobbollire almeno per mezz’ora.

3 – In un pentolino a parte cuocete i fagioli (che avrete ammollato la sera prima in acqua fredda).

4 – Passate una parte dei fagioli, e riversate il tutto nel composto

5 – Dopo aver tolto l’aglio, regolate con il sale secondo il vostro gusto.

6 – Alla fine aggiungete una bella porzione di santoreggia e mescolate bene.

6 – Servitela bella calda con delle belle fette di pane che avrete tostato in forno.

Quando vado di fretta, al posto dei fagioli freschi utilizzo quelli in barattolo e in questo caso, li aggiungo alla fine (sono già cotti!). Io non ho usato il pepe, ma se lo gradite potete dare una spolveratina.

Che dire? Non vi resta che cimentarvi in questo piatto scalda inverno!

Alla prossima!

Stefania

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