No all’autosilo! Un orto botanico nel centro di Alagna

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No all’autosilo nel centro di Alagna. Si sono fermati i lavori di costruzione dell’autosilo nella località della Valsesia, nota come meta sciistica e per la possibilità di visitare le antiche case Walser. La conservazione del paesaggio e delle tradizioni, insieme alla lotta alla cementificazione, potranno avere la meglio?

Il Comitato Noi Walser, per un turismo sostenibile e responsabile, ha proposto di ripristinare l’area verde del centro di Alagna, che nei mesi scorsi era stata minacciata dalla costruzione di un autosilo composto da 90 posti auto privati. Il comitato spera che all’interno dell’area recuperata possa sorgere un orto botanico dedicato alle varietà alpine.

Il Comune di Alagna ha infatti finalmente ottemperato alla richiesta della Soprintendenza di Torino, emettendo Ordinanza alla Ditta costruttrice per l’immediata sospensione di ogni attività edilizia nel cantiere del maxiparcheggio multipiano nella piazza principale di Alagna, con conseguente ripristino dei luoghi.

L’orto botanico proposto dal comitato potrebbe rappresentare una valida alternativa alla situazione attuale. Si ripristinerebbe così l’antico pendio devastato nel corso degli anni da dissennati interventi edificatori. Come comunicato da parte del Comitato Noi Walser:

“Non si può sottacere che l’area interessata alla costruzione dei garage era di proprietà della Società che gestisce gli impianti funiviari di Alagna, Monterosa 2000 S.p.A., società a totale capitale pubblico, che l’ha venduta ad una Società privata che sta realizzando gli interventi. Riteniamo sia giusto che tutta l’area ritorni ad avere la sua connotazione pubblica destinandola ad area verde comunale.

WWF, Legambiente, Pro Natura e Italia Nostra si erano unite in un comunicato congiunto per impedire che il cuore della cultura Walser venisse sfregiato dalla costruzione di un enorme autosilo: “Per le Associazioni scriventi la costruzione del nuovo autosilo nella piazza principale di Alagna Valsesia, assieme a quello in progetto a Riva Valdobbia, dimostra ancora una volta la miopìa di due amministrazioni comunali, che, anziché valorizzare la natura e la cultura locale, hanno scelto di trasformare la montagna in un grande parco dei divertimenti.

La speranza è che il nuovo orto botanico possa sorgere al più presto, per tutelare la biodiversità, per preservare le specie vegetali alpine e come antidoto al cemento che avanza. Il rimedio alla crisi della montagna non è rappresentato dalle nuove costruzioni e dalle auto, bensì dalla riscoperta e dalla conservazione delle tradizioni culturali del passato e del patrimonio naturalistico ancora salvabile.

Marta Albè

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