Vino, salumi e colombe di Pasqua senza tracciabilità: sequestri da oltre 1,2 milioni di euro in tutta Italia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Tonnellate di alimenti e vini erano stati messi in commercio senza l'etichettatura obbligatoria e spacciati per DOP e IGP: sequestri a tappeto da Nord a Sud in diversi negozi alimentari e in un'azienda vinicola

Lite tra elefanti

Sono oltre 3.300 le tonnellate di alimenti e ben 160mila i litri di vino sequestrati negli ultimi giorni in diverse Regioni italiane. Quasi tutti privi di etichettatura obbligatoria. A condurre la maxi operazione i Carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (Rac), che hanno eseguito controlli in 27 attività del settore agroalimentare per tutelare i consumatori.

Dai blitz sono emerse numerose violazioni: dalla mancanza di etichettature e di informazioni relative alla rintracciabilità all’utilizzo illecito dei marchi DOP e IGP senza alcuna autorizzazione da parte dei Consorzi. I prodotti sequestrati hanno un valore di mercato di oltre 1,2 milioni di euro. Inoltre, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 25.500 euro.

Tutti i prodotti sequestrati

Nella provincia di Verona è finita nel mirino delle forze dell’ordine un’azienda dolciaria, dove sono state poste sotto sequestro 250 confezioni di colombe di Pasqua (per un peso di 231 kg e un valore di circa 7.250 euro). In questo caso si faceva riferimento alla denominazione d’origine “Pistacchio di Bronte DOP” tra gli ingredienti utilizzati, senza alcuna autorizzazione dal Consorzio in questione. Un vero inganno ai danni dei consumatori.

Invece, nelle province di Trento e Piacenza in due salumifici, sono stati sequestrati, rispettivamente, 2.148 kg di speck e 3.400 kg di salumi per un valore di circa 66 mila euro. Nei salumi mancava l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della carne suina lavorata.

Infine, in provincia di Foggia, in un’azienda vinicola è scattato il sequestro di 3.300 tonnellate di mosto muto e vino Igp Puglia Primitivo per 1,2 milione a causa dell’omesso aggiornamento dei registri di cantina e della mancanza di indicazioni obbligatorie previste per l’identificazione delle superfici vitate idonee alla produzione di vini Igp.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Carabinieri del Reparto di Tutela Agroalimentare (R.A.C)

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook