Smartworking: il datore di lavoro è tenuto a fornire gli strumenti per il telelavoro?

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Come stiamo messi invece sul fronte dello smart working? Quali sono le misure? Ecco le risposte del Consiglio dei Ministri.

Da oggi 15 marzo 11 Regioni più la Provincia autonoma di Trento sono in zona rossa. Ciò vuol dire che avremo a che fare con nuove importanti restrizioni, a partire dalla chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, compresi nidi e infanzia, e dalla serrata di bar, ristoranti e gelaterie, che saranno aperti solo per asporto e consegne a domicilio.

Come stiamo messi invece sul fronte dello smart working? Quali sono le misure?

Secondo il pacchetto per le famiglie appena varato, fino al 30 giugno i lavoratori dipendenti possono chiedere di lavorare in smart working per il tempo in cui i figli minori di 16 anni sono a casa da scuola (la richiesta può essere retroattiva).

Solo nel caso in cui non sia possibile lavorare in modalità agile si potrà chiedere di usufruire di un congedo che è retribuito al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni. Smart working e congedo possono essere chiesti dai genitori alternativamente, per un periodo pari anche all’intera durata della sospensione dell’attività scolastica in presenza del figlio.

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Ora la domanda nasce spontanea: il datore di lavoro pubblico o privato è tenuto a fornire a tutti i lavoratori la strumentazione necessaria a svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile?

Ecco la risposta, che qualcuno potrebbe trovare assurda:

No. Se l’amministrazione pubblica o il datore di lavoro privato non può fornire la strumentazione necessaria, il lavoratore può comunque avvalersi dei propri supporti informatici per svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile. Tuttavia, l’Amministrazione (o il datore di lavoro privato) è tenuta ad adottare le misure organizzative e gestionali atte ad agevolare lo svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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