Shanghai: cosa sta succedendo davvero ad animali e persone, la testimonianza di un italiano in Cina

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Da quasi due settimane i cittadini di Shanghai stanno facendo i conti con le misure rigidissime del nuovo lockdown. Dalla città più popolosa della Cina giungono notizie confuse e inquietanti. Ma cosa sta succedendo? Le autorità cinesi stanno abbattendo gli animali domestici in nome della strategia "zero Covid"? Un italiano che vive a Shanghai ci spiega quale è la reale situazione in Cina

Da Shanghai arrivano immagini e notizie angoscianti. La città più popolosa della Cina ha ormai un volto spettrale da quando, circa due settimane fa, è ripiombata in un lockdown estremamente rigido a seguito della risalita dei contagi di Covid-19. Sono circa 26 milioni le persone che si trovano alle prese con le nuove restrizioni, che stanno provocando numerosi disagi e mettendo a dura prova la pazienza di tanti.

La città appare ormai spettrale e gli scaffali dei pochi negozi rimasti aperti sono sempre più vuoti. Ma a fare le spese della cosiddetta strategia “zero Covid” sono anche gli animali domestici. Ha suscitato un’ondata di grande indignazione il video che mostra un uomo (a quanto apprendiamo, pare si trattasse di un addetto ai compound e non di un operatore sanitario) che prende a bastonate un povero cane di razza Corgi fino alla morte.

Dietro queste misure estreme c’è la falsa convinzione – smentita anche dall’OMS – che gli animali domestici come i cani e i gatti possano trasmettere il Coronavirus all’uomo.

Ma qual è il clima che si respira davvero a Shangai? Come stanno vivendo i cittadini cinesi queste durissime restrizioni? Per capire cosa sta accadendo in questi giorni abbiamo intervistato un italiano che vive e lavora a Shanghai da 12 anni, ma che preferisce restare nell’anonimato. Ecco cosa ci ha raccontato.

Intervista a un italiano che vive a Shanghai

Come si svolge la tua giornata tipo in questo periodo? 

Al momento la giornata tipo si svolge cercando di fare acquisti di alimenti tramite i gruppi organizzati dal Compound per poter acquistare cibo. Io mi ritengo molto fortunato perché il nostro Compound è abbastanza grande e organizzato. Non abbiamo avuto problemi di mancanza di cibo o altri problemi gravi, ma non tutte le persone qui in Cina a Shanghai hanno avuto la stessa fortuna. Alcune sono incappate in problemi, fra cui la mancanza di comunicazione, dato che non conoscono la lingua cinese.

È la prima volta che Shanghai ha imposto restrizioni così rigide. Perché è stata finora diversa dal resto della Cina?

Shangai, essendo la città economica della Cina, è considerata come città campione, è un po’ come Pechino, Hong Kong. Sono città che fanno “da esempio” al resto della Cina, sono quelle più evolute. Shangai ha una ventina di linee metro e i suoi abitanti sono oltre 26 milioni. Fortunatamente nel 2019 sono riuscito a entrare in Italia da Shangai. Ho vissuto solo questo. Da quello che ho sentito da amici e colleghi non era così rigido come questa volta. La restrizione principale è che non si potrebbe oltrepassare un distretto. La città di Shangai è divisa in distretti e c’è Jian’an, che è la parte più centrale, poi c’è Putuo, Huangpu e Minhang. Non si potrebbero oltrepassare i distretti, ma non c’è una linea fisica che li separa.

Al momento non c’è nemmeno la polizia che controlla, perché ieri ho sconfinato per consegnare un pacco, sono andato oltre e non ho visto nessun “reinforcement” da parte della polizia. Volendo paragonare il lockdown che ho fatto in Italia con quello che sto facendo qui, quello italiano in confronto è una barzelletta. Mi ricordo che sono venuto in Italia a Febbraio 2020 e nessuno mi ha chiesto da dove venivo, nessuno mi ha misurato la temperatura, non mi hanno chiesto praticamente nulla.

Perché una repressione così dura in un momento in cui il virus è meno “pericoloso”? Le persone non erano vaccinate? Sta circolando un’altra variante? Cosa dicono i media? 

In realtà c’è sempre stata la zero COVID policy in Cina, ma effettivamente guardando i numeri attuali praticamente non ci sono morti. E molte persone sono vaccinate, ma non il 100%. I media dicono ciò che vuole il governo.  Tra gli stranieri di qualsiasi nazionalità il pensiero è comune e le misure sono giudicate eccessive. I media hanno “spaventato” le persone con la variante Omicron. Ma più che del virus in sé i cinesi temono di essere prelevati da casa e separati dalle loro famiglie e di finire chissà dove.

Bisogna considerare, inoltre, che pochissimi cinesi usano la VPN che dà l’accesso al mondo esterno tramite Facebook, YouTube eccetera. Al momento molti video, sui social cinesi, vengono periodicamente censurati. Invece, gli articoli che denigrano le altre nazioni non sono oggetto di censura.

Molti video che circolano sui social hanno ripreso scene di saccheggio da parte dei residenti di alcune aree, ma aiutaci a capire per non incappare nell’errore e ad analizzare ciò sta avvenendo in Cina…

Non ho visto video di saccheggio, negli ultimi giorni però c’è stato un corri corri per recuperare i generi alimentari, la carta igienica. Non ho visto scene di saccheggio, anche perché sarebbe improbabile visto che siamo tutti chiusi in casa.

Come mai molte persone si sono ritrovate all’improvviso senza cibo e altri beni di prima necessità a Shanghai? 

Questo problema del cibo si è generato perché abbiamo ricevuto un avviso da parte delle autorità che ci dicevano che avrebbero messo Shanghai in lockdown. Però avevano detto che era solo per 4 giorni, invece per me sono diventati 11. Poi ovviamente questo problema si è abbattuto su tutti, perché è una città che conta oltre 26 milioni di abitanti e la logistica è stata messa in crisi.

Nonostante, sin dai primi momenti della pandemia, le autorità sanitarie internazionali abbiano affermato che non ci siano prove che gli animali da compagnia svolgano un ruolo significativo nella diffusione del Covid-19 nei confronti dell’uomo, si sono viste scene raccapriccianti di cani picchiati a morte per la strada. Cosa sta succedendo realmente? Gli animali sono presi davvero così di mira?

Purtroppo il video del cane picchiato per strada è vero. Al 90%, però, quello mostrato nel filmato non era un operatore sanitario, ma una delle persone addette alla gestione dei Compound. Quindi non si tratta di persone con un livello di istruzione adeguato. Quello del cane è stato in video che mi ha fatto pensare… La municipalità ha subito cercato di gestire la cosa, sono stati allestiti dei centri per gestire gli animali domestici ma sono problematici perché bisognerebbe spedire gli animali prima che si venga trovati positivi.

Gli operatori non vogliono toccare gli animali appartenenti a persone risultate positive. Ho un paio di conoscenti che hanno un gatto in casa e che sono risultati positivi. Sono stati portati via e al momento il micio è da solo in casa, anche se ha cibo ed acqua in abbondanza.

Qual è la cosa migliore da fare per mettere al sicuro il proprio animale domestico? 

La soluzione migliore sarebbe avere un vicino di casa che si offre volontario, ma spesso l’ignoranza o la paura di contagiarsi fanno da ostacoli. E capita che anche il vicino di casa si rifiuta di accogliere l’animale, e addirittura quando alcune persone sono state dimesse dall’ospedale perché ritenute non pericolose (dopo due tamponi negativi) e potevano rientrare nella propria abitazione, i vicini l’hanno rifiutata ed è stata riportata in uno dei centri. Tuttavia, non tutte le persone vengono trasferite nei centri. Alcune sono a casa, altre in hotel. Ci sono strutture tutti tipi: le immagini più disturbanti – che avrete visto tutti – sono quelle dei centri dove scarseggia l’igiene.

Le strade di Shanghai sono davvero deserte e i negozi vuoti ? Che atmosfera si respira?

Tuttora non c’è nessuno per strada, c’è solo qualche piccolo corriere che fa consegne, poche auto, qualche volante della polizia e alcune ambulanze, oltre ad autobus che vengono utilizzati per trasportare persone che lavorano nel settore  pubblico e che gestiscono la municipalità. Il problema è acquistare le cose. I negozi sono vuoti, io ne ho trovati solo tre. La polizia è passata a chiuderli tutti. In realtà ci sono anche alcuni negozi che aprono la saracinesca e vendono ai clienti quello che possono.

In queste ore le autorità di Shanghai dovrebbero aver cominciato ad allentare il blocco in alcune, consentendo quella che il funzionario cittadino Gu Honghui ha definito “attività appropriata” in alcuni quartieri dove non ci sono stati casi positivi da almeno due settimane. Cosa vuol dire? Cosa si potrà fare?

La situazione relativa a cosa si potrà fare ancora non è chiara. Io sono stato autorizzato ad uscire la sera del giorno 11, ma non si può fare niente perché è tutto chiuso. Ieri mi sono presa la briga di portare qualche pacco a persone che avevano necessità. Mi sono limitato a confezionare questi pacchi e a consegnarli a diverse persone, lasciandoli all’ingresso del Compound. Ad ogni ingresso ci sono delle rastrelliere. Si lascia lì il pacco, si scrive il numero del palazzo e dell’appartamento e dopo le persone che sono all’interno del Compound si occupano di consegnare le cose.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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