Green pass “illimitato” e quarantena di 7 giorni per i bimbi, le misure allo studio del Governo

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Nuove regole in materia di contrasto alla pandemia sono allo studio del governo e saranno promulgate nei prossimi giorni

Nuove regole in materia di contrasto alla pandemia sono allo studio del governo e saranno promulgate nei prossimi giorni

Mentre nell’aula di Montecitorio proseguono le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, il Governo è al lavoro per studiare nuove misure di contrasto all’emergenza Coronavirus. Fra le ipotesi allo studio, si pensa ad una riduzione nella durata dell’isolamento per i vaccinati positivi, all’abolizione del sistema delle “zone colorate” per le regioni, a semplificazioni per i viaggi verso l’estero e per il ritorno in classe dopo la DaD. Ma vediamo di rispondere insieme a qualche dubbio.

Quanto durerà il green pass?

A partire dal prossimo 1 febbraio, la validità del green pass rafforzato, cioè di quello che si ottiene con la vaccinazione, passa dagli attuali nove mesi ai sei mesi. Ma cosa succede a chi ha già fatto anche la terza dose allo scadere del periodo di validità? Poiché né EMA (Agenzia Europea del Farmaco) né AIFA (Agenzia italiana del farmaco) si sono ancora pronunciate sulla necessità di somministrare alla popolazione una quarta dose, l’ipotesi allo studio del governo è quella di rendere illimitata la validità del green pass “booster” – almeno finché non si stabiliranno nuovi aggiornamenti che prevendano la somministrazione di dosi ulteriori di siero vaccinale. La validità illimitata del green pass, comunque, sarebbe riservata solo a chi ha ricevuto anche la terza dose – per i vaccinati con prima o seconda dose la validità della carta verde resterebbe di sei mesi.

Cosa cambierà in caso di isolamento?

Si va verso uno snellimento delle procedure per rientrare al lavoro o a scuola dopo un periodo trascorso in quarantena perché positivi al Covid-19 – ma solo per chi è già vaccinato. Si pensa ad un semplice tampone negativo (acquistabile anche in farmacia) che sancirà la fine dell’isolamento: non sarà più necessario, quindi, attendere il certificato del medico di base o dell’ASL.

Quarantena di 7 giorni nelle scuole

Novità anche per quanto riguarda l’isolamento degli alunni delle scuole in caso di presenza di positivi in classe, e quindi anche la dad: si dovrebbe passare dagli attuali dieci giorni a soli sette giorni. Un’ipotesi in campo è anche quella di alzare la soglia limite alle elementari di presenza di positivi, portandola da 2 a 3, equiparando poi il protocollo per le elementari a quello delle medie e delle superiori.

Viaggiare sarà più semplice?

Dovrebbe sparire l’obbligo di esibire l’esito di un tampone negativo per chi arriva da Paesi dell’Unione Europea: per entrare in Italia, basterà esibire il green pass (base o rafforzato). Estesa inoltre la lista delle destinazioni dei “corridoi turistici”, a cui si aggiungono Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (limitatamente all’isola di Phuket), Oman e Polinesia francese: verso queste destinazioni si potrà viaggiare solo esibendo il green pass rafforzato e l’esito di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore prima della partenza; al rientro in Italia, si dovrà esibire un altro test negativo.

Esisteranno ancora i “colori” per le regioni?

La proposta del governo è quella di abolire le restrizioni anti-Covid in base alle zone “colorate”, facendo appello al senso di responsabilità dei cittadini nell’adozione di comportamenti responsabili volti a limitare al minimo le occasioni di contagio. Solo la zona rossa potrebbe restare in vigore, a segnalare un’area del territorio caratterizzata da un numero particolarmente elevato di positivi e da situazioni di criticità negli ospedali.

Le opinioni della comunità scientifica

La comunità scientifica non ha accolto in maniera del tutto positiva le ipotesi del governo. Secondo la fondazione GIMBE, la proposta del governo di ridurre il periodo di isolamento dei lavoratori dei servizi essenziali, favorendo l’auto-sorveglianza, è ritenuta non accettabile, perché non esistono evidenze scientifiche per supportare il termine dell’isolamento per i positivi – indipendentemente dal loro status vaccinale – dopo 3 giorni dalla comparsa dei sintomi, senza accertarne la negatività con tampone antigenico o molecolare.

Non accettabile è anche la suddivisione dei positivi al Covid in sintomatici e asintomatici (per i secondi valgono regole di isolamento e quarantena meno stringenti, se si tratta di persone vaccinate): l’ipotesi di differenziare le regole di sorveglianza sanitaria tra casi sintomatici e asintomatici non è basata su evidenze scientifiche. GIMBE propone invece, come unico metodo di discriminazione, la distinzione fra vaccinati e non vaccinati: infatti, tra persone non vaccinate circa il 50% dei contagi avviene da parte di soggetti asintomatici, pre-sintomatici o pauci-sintomatici, mentre il vaccino (ciclo completo entro 120 giorni o dose booster) riduce sia il rischio di infezione (di oltre il 53%), sia la probabilità di contagiare altre persone perché la persona vaccinata è contagiosa per un periodo di tempo inferiore rispetto al non vaccinato.

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Fonte: GIMBE

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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