Omicron: cosa sappiamo fino ad ora della nuova variante classificata dall’OMS ad alto rischio

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Il 18 novembre scorso la dottoressa sudafricana Angelique Coetzee scopre e isola la variante Omicron di SARS-CoV-2. Di cosa si tratta?

Il 18 novembre scorso la dottoressa sudafricana Angelique Coetzee scopre e isola la variante Omicron di SARS-CoV-2. Di cosa si tratta e perché (ad oggi) fa tremare il mondo

Stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore: pare siano questi alcuni dei sintomi della nuova variante Omicron del nuovo coronavirus. Non coinciderebbero con quelli della Delta, che avevamo visto fino a dieci settimane prima.

Il 26 novembre scorso, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha designato la variante B.1.1.529, denominata Omicron, come una “variante preoccupante” su consiglio del Technical Advisory Group on Virus Evolution (TAG-VE) della stessa OMS. Questa decisione si è basata sull’evidenza presentata al TAG-VE che Omicron ha diverse mutazioni che possono avere un impatto su come si comporta, ad esempio, sulla facilità con cui si diffonde o sulla gravità della malattia che provoca.

Cosa significa che un virus muta?

Quando un virus si replica o crea copie di se stesso a volte cambia leggermente. Questi cambiamenti sono chiamati “mutazioni”. Un virus con una o più nuove mutazioni viene indicato come una “variante” del virus originale. Finora sono state identificate in tutto il mondo centinaia di varianti di questo virus.

Ecco ciò che è attualmente noto riguardo alla variante Omicron:      

Cos’è la variante Omicron

Si tratta di una variante del SARS-CoV-2 che presenta 32 mutazioni nella proteina spike con un profilo genetico sfavorevole, più del doppio di quelle della variante Delta. 

La trasmissibilità di Omicron

I ricercatori in Sudafrica e in tutto il mondo stanno conducendo studi per comprendere meglio molti aspetti di Omicron

Trasmissibilità: non è ancora chiaro se Omicron sia più trasmissibile (se ad esempio si diffonde più facilmente da persona a persona) rispetto ad altre varianti, inclusa Delta. Il numero di persone risultate positive è aumentato nelle aree del Sud Africa colpite da questa variante, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se sia a causa di Omicron o altri fattori.

Gravità della malattia

Non è ancora chiaro se l’infezione da Omicron possa causare una malattia più grave rispetto alle infezioni con altre varianti, inclusa la Delta. I dati preliminari suggeriscono che ci sono tassi crescenti di ospedalizzazione in Sud Africa, ma ciò potrebbe essere dovuto all’aumento del numero complessivo di persone infettate, piuttosto che a un’infezione specifica da Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi associati a Omicron siano del tutto diversi da quelli di altre varianti. 

La comprensione del livello di gravità della variante Omicron richiederà da giorni a diverse settimane – dicono dall’OMS. Tutte le varianti di COVID-19, inclusa la variante Delta che è dominante in tutto il mondo, possono causare malattie gravi o morte, in particolare per le persone più vulnerabili, e quindi la prevenzione è sempre fondamentale.

La variante Omicron è pericolosa?

Se è vero che fino a questo momento non ci sono decessi riconducibili alla variante Omicron, l’Organizzazione mondiale della Sanità ci va cauta e sottolinea che la nuova variante pone un rischio ”molto alto” a livello globale.

Se una nuova grande ondata di Covid-19 dovesse verificarsi a causa della Omicron, le conseguenze potrebbero essere gravi – si legge in una nota tecnica diffusa. Al momento non sono stati riportati decessi riconducibili alla variante Omicron, ha aggiunto definendo la variante B.1.1.529 del Covid-19 come oggetto di preoccupazione. 

Fonte: WHO

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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