Novavax: quando arriva in Italia, come funziona ed effetti collaterali del nuovo vaccino anti Covid

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Sarà disponibile da metà di febbraio in Italia il Novavax, il vaccino anti-Covid che sarà utilizzato come ciclo primario di vaccinazione

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L’AIFA ha approvato a dicembre scorso l’utilizzo del vaccino Nuvaxovid (Novavax), rendendolo disponibile per i soggetti di età uguale o superiore ai 18 anni. La vaccinazione prevede un ciclo vaccinale primario di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra

Sarà disponibile da metà di febbraio in Italia il Novavax, il nuovo vaccino contro il Covid che, stando alle indicazioni della Agenzia italiana del farmaco, sarà utilizzato nella somministrazione come ciclo primario di vaccinazione e non come booster. Affiancherà i già presenti i vaccini a mRNA Pfizer e Moderna. Ma di che si tratta e cosa dovremmo aspettarci?

Commercializzato con il nome di Nuvaxovid, è un vaccino proteico, che contiene cioè frammenti prodotti in laboratorio della proteina Spike, che si trova sulla superficie del virus Sars-CoV-2, e un adiuvante, una sostanza che aiuta a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino, la saponina.

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Diversamente dai vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Johnson&Johnson, Sputnik, che usano tecnologie a mRNA e vettore virale, il Novavax non è un vaccino genico ed è stato creato attraverso la tradizionale tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come la pertosse, epatite B e meningocco.

Come funziona il Novavax

Come dicevamo, si tratta di un vaccino a base di proteine ricombinanti anti-Covid, che contiene minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina Spike del Sars-CoV-2. Attraverso tecniche di ingegneria genetica, questa viene purificata, quindi le Spike vengono assemblate in nanoparticelle la struttura del virus senza però la capacità di replicare o causare la malattia. Contiene anche un adiuvante(la saponina), una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie indotte dal prodotto.

Il ciclo di vaccinazione con Novavax prevede due dosi somministrate per a 21 giorni di distanza.

Una volta somministrato il vaccino, il sistema immunitario identificherà la proteina nel vaccino come estranea e produrrà difese naturali – anticorpi e cellule T – contro di essa. Se, in seguito, la persona vaccinata entra in contatto con il virus SARS-CoV-2, il sistema immunitario riconoscerà la proteina Spike sul virus e sarà pronto ad attaccarlo. Gli anticorpi e le cellule immunitarie possono proteggere dal COVID-19 lavorando insieme per uccidere il virus, impedirne l’ingresso nelle cellule del corpo e distruggere le cellule infette.

Efficacia

Scrivono dall’Ema:

L’impatto della vaccinazione con Nuvaxovid sulla diffusione del virus SARS-CoV-2 nella comunità non è ancora noto. Non è ancora noto quanto le persone vaccinate possano ancora essere in grado di trasportare e diffondere il virus.

I risultati di due studi clinici principali hanno rilevato che Nuvaxovid è stato efficace nel prevenire il COVID-19 nelle persone a partire dai 18 anni di età. Gli studi hanno coinvolto in totale oltre 45mila persone. Nel primo studio, circa due terzi dei partecipanti hanno ricevuto il vaccino e agli altri è stato somministrato un placebo (un’iniezione fittizia); nell’altro studio, i partecipanti erano equamente divisi tra Nuvaxovid e placebo.

Il primo studio, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di COVID-19 a partire da 7 giorni dopo la seconda dose nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (14 casi su 17.312 persone) rispetto alle persone che hanno ricevuto placebo (63 su 8.140 persone). Ciò significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 90,4% in questo studio.

Anche il secondo studio condotto nel Regno Unito ha mostrato una riduzione simile del numero di casi sintomatici di COVID-19 nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (10 casi su 7.020 persone) rispetto alle persone che hanno ricevuto placebo (96 su 7.019 persone); in questo studio, l’efficacia del vaccino è stata dell’89,7%.

Presi insieme, i risultati dei due studi mostrano un’efficacia del vaccino per Nuvaxovid di circa il 90%.

Attualmente sono disponibili dati limitati sull’efficacia di Nuvaxovid contro altre varianti preoccupanti, incluso Omicron.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali più comuni con Nuvaxovid negli studi sono stati generalmente lievi o moderati e sono migliorati entro pochi giorni dalla vaccinazione. Includevano:

  • mal di testa
  • nausea (sensazione di malessere)
  • vomito
  • dolori muscolari e articolari
  • dolore al sito di iniezione
  • stanchezza e malessere
  • febbre e brividi

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Fonti: AIFA / EMA

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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