4 cose da vedere a Matera (al di là dei Sassi)

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Matera è sinonimo di Sassi, è vero, ma se si guarda un po’ più al di là, si scopre anche questa città della Basilicata offre aree protette e birdwatching, il Parco delle Chiese Rupestri, il Museo Naturalistico e l’Oasi del WWF, oltre a una enogastronomia indimenticabile. Matera, nominata Capitale europea della cultura 2019, è una buona idea per tre o quattro immersi nella natura, anche per i pupi che avete a seguito.

Le gravine, profonde e irregolari incisioni nel territorio, veri e propri burroni, ve le ritrovate tutte nel Parco delle Chiese Rupestri (o noto anche come Parco della Murgia Materana), con più di 150 siti di culto e un panorama di rocce nude e brulle che si spiega ai vostri occhi. Un parco esteso per ben 8 mila ettari, da Matera fino a Montescaglioso (a circa 18 km dal capoluogo), paese il cui abitato si attesta fin dall’VIII secolo come uno dei più importanti centri di quella che sarà la Magna Grecia lucana. In genere, in primavera, qui vengono organizzati percorsi trekking, laboratori e spettacoli vari.

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Oasi WWF: l’Oasi WWF del Lago di San Giuliano la trovate tra i Comuni di Grottole, Miglionico e Matera e si raggiunge percorrendo la S.S. 7. Se avete una giornata in più, qui una gita va fatta per dedicarvi un po’ a del sano birdwatching e alla vista di cicogne, gru, spatole, aironi rossi, aironi bianchi maggiori e molte altre specie.

La Raccolta delle acque: quello che hanno inventato i contadini materani per raccogliere e conservare l’acqua piovana nei Sassi è valso la nomina a Patrimonio Unesco. Una chicca di ingegneria improntata sulla ottimizzazione delle risorse. In genere si fa visita al “Palombaro”, una enorme cisterna sotterranea nella quale veniva posta l’acqua piovana che forniva poi tutto il centro della città.

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Il Museo laboratorio della Civiltà Contadina: vuoi o non vuoi, i Sassi fanno parte della struttura ossea della città e qui è possibile vedere una riproduzione in scala reale di una tipica casa all’interno dei Sassi. Nel Sasso Baresano, si mostra come viveva qui una famiglia, numerosissima, fino agli anni ’50. E non solo: il Museo ricostruisce anche i mestieri di un tempo, una visita carina per i piccoletti che erano con noi: dall’arrotino al ciabattino, dal fabbro al sarto… Per avere informazioni sul Museo della Civiltà Contadina potete chiamare al numero 0835344057.

Cosa mangiare (e cosa bere) a Matera

Il grano duro è alla base dell’alimentazione materana e della maggior parte dei piatti tipici. Famoso è il pane di Matera così come la “cialledda calda“, con uovo, alloro, aglio e olive, e la “cialledda fredda“, con pane inumidito con pomodori e aglio. Ma anche maccheroni di tutti i tipi, dagli strascinati ai cavatelli. La cucina locale è poi amante di sapori forti, del pepe nero e del peperoncino rosso, oltre a essere ricca di legumi e verdure. Ma nessun piatto che si rispetti può fare a meno di un buon bicchiere di vino, di cui la terra lucana è estremamente generosa. Il materano offre, tra gli altri, l’Aglianico di Matera, prodotto nei comuni di Matera, Irsina e Tricarico con uve del vitigno Aglianico, Montepulciano e altre; il Bianco Malvasia, prodotto nella pianura metapontina; il Lambrusco del Basento; l’Aglianico di Ferrandina.

Alla prossima

Germana 😉

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