I porti della Sardegna guardano alla sostenibilità ambientale e riducono le emissioni

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    Porti green anche in Sardegna. Dopo Venezia, dove lo scorso mese di febbario si è discusso sull’applicazione di nuove tecnologiche da applicare alle aree portuali, volte alla produzione di energie rinnovabili, adesso anche nell’isola dei Nuraghi si guarda al futuro della sostenibilità “portuale”.

Già per il prossimo 20 settembre è previsto un tavolo tecnico cui parteciperanno il Presidente dell’Assessorato regionale all’Ambiente, i Presidenti delle due Province di Sassari e Olbia-Tempio, i Sindaci dei tre comuni di riferimento dell’Ente, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e le tre Capitanerie di Porto.

Il primo passo sarà dunque quello di attivare un processo di monitoraggio sulla situazione attuale dei tre porti, al fine di individuare precisi interventi ambientali con il posizionamento di centraline fisse di rilevamento delle 2“>emissioni. Bisogna considerare che ai tre scali del Nord Sardegna giungono oltre 11.300 navi all’anno. Per dare qualche cifra, basta tener presente che durante la sosta ogni imbarcazione utilizza fino a 16 megawatt di corrente. Allo stato attuale, tale energia viene chiaramente prodotta dalla combustione di carburanti fossili.

Da qui la necessità di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nelle cittadine. Ma non fermiamoci qui. Una menzione particolare spetta a Porto Torres, uno scalo industriale attualmente all’interno di un sito di bonifica di interesse nazionale.

Tra le ipotesi degli esperti vi è quella di adottare una soluzione già utilizzata in altri porti italiani, come quello di Civitavecchia: l’elettrificazione delle banchine. Qui, come altrove, le navi che sostano, soprattutto quella da crociera, potranno connettersi ad apposite “prese di corrente”, alimentate da una centrale elettrica posta nei pressi del porto. Così facendo, i motori delle imbarcazioni potranno essere spenti riducendo le emissioni.

Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale ha spiegato:”La nostra è una proposta in linea con le tendenze dei porti europei. Con l’incremento di traffico commerciale e crocieristico nelle nostre tre portualità, ritengo sia arrivato il momento di intervenire per studiare nuovi interventi volti alla salvaguardia dell’ambiente e della salute di operatori portuali e cittadini‘.

E illustra l’attuale situazione dei porti sardi: ”Nei nostri porti, specialmente nei periodi invernali, le navi sostano per più di dodici ore in banchina con i generatori in funzione. È chiaro che si registrino emissioni costanti di fumi e rumori, che certo non giovano alla salute di chi tutto il giorno opera negli scali

Non c’è più tempo, l’inquinamento incalza ed occorre salvaguardare la Sardegna: ‘In una terra che vive dal turismo e che ha necessità di conservare l’ambiente più sano possibile – conclude Piro – l’elettrificazione delle banchine o, quanto meno, l’introduzione delle moderne navi che utilizzano motori a gpl ed emissioni zero, è un obiettivo che non possiamo più rimandare”.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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