Bolzano: la cabinovia del Renon suggella il “patto per il clima”

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La città di Bolzano ha adottato un “patto per il clima” che ha come obiettivo quello di rendere la città clima-neutral entro i prossimi 10 anni. Questo significa che la città s’impegna a produrre solo la quantità di anidride carbonica che può essere smaltita dai processi naturali all’interno dell’area urbana. Ma cosa succede in pratica? Ci sarà sempre più trasporto pubblico, più fonti energetiche rinnovabili, un maggior consolidamento del rapporto tra città e montagna ed una forte valorizzazione dei prodotti regionali.

 

Ora per raggiungere tale scopo Bolzano, che si trova all’interno di una conca circondata intorno da montagne, si è dotata di un’ulteriore funivia utile a far si che i suoi abitanti e i turisti si possano godere l’aria pura delle sue montagne lasciando l’auto a casa.

Dal 23 maggio infatti Bolzano si è arricchita di un’infrastruttura innovativa, la nuova cabinovia del Renon che sostituisce la vecchia funivia. Un impianto unico nel suo genere, perché è stata trasformata e adattata la tecnologia che viene impiegata per gli impianti in alta quota e lo sci, rendendola fruibile a tutti: anziani, mamme con carrozzella, biciclette.

Un’innovazione che viaggia per 4.560 metri su di un dislivello di 950 metri. Con 6 cabine da 35 persone e una percorrenza di dodici minuti, la nuova cabinovia trasporta 550 persone all’ora. Si tratta della prima cabinovia automatica al mondo dotata di veicoli di salvataggio.

All’interno inoltre dell’elegante e sinuosa stazione a valle – progettata dall’architetto bolzanino Luca Zangirolami – si sono realizzati un punto informazioni e un bar. Nell’edificio annesso è situato un parcheggio interrato per 130 posti auto.

Si viaggerà senza personale a bordo pure a tarda sera (dal 1 agosto nei weekend estivi anche fino alle 23.00) per godersi il panorama in notturna  sulla conca bolzanina e il tramonto color fuoco sulle vette dolomitiche circostanti.

Ora sorge una domanda spontanea: a Bolzano ci sono le montagne e questo tipo di mobilità esiste da cento anni. Ma perché non immaginare un futuro dove qualunque città utilizzi funivie per muoversi da un punto all’altro  della città?

Lorenzo Briotti

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