barche solari

Ogni anno milioni di imbarcazioni alimentate da combustibili fossili solcano i mari, incidendo fortemente con le loro emissioni sulla salute dell’ecosistema marino. Che fare per navigare più green? Ce lo chiedevamo quest’estate su Goletta Verde, e la prima risposta che viene in mente è: semplice, basta andare a vela. Ma in realtà non è sufficiente affidarsi al vento per navigare senza impatto, perché il vento spesso non c’è o non è abbastanza, e la stessa Goletta, che dovrebbe essere l’eco-barca per eccellenza, andava quasi sempre a motore (un vecchio motore rumoroso e inquinante): altro che barca a impatto zero.

E allora, che cosa si fa se nei giorni di calma piatta non vogliamo accendere il nostro bel motore a gasolio? Un’alternativa concreta è il sole, che nella bella stagione c’è quasi sempre e per molte ore al giorno, e dunque può essere fonte costante (e gratuita) di energia. Un’energia che può essere immagazzinata e utilizzata anche di notte o quando è brutto tempo. Sembra un’utopia, ma in realtà di imbarcazioni solari ne esistono già: alcune già navigano, molte altre sono in fase di studio o di realizzazione.

  • Ma Planet Solar non è la sola grande nave solare già realizzata: una menzione particolare merita il Solar Shuttle Hamburg di SolarLab, che con i suoi 42 metri di lunghezza è la più grande imbarcazione solare al mondo (può ospitare fino a 120 passeggeri). Costruito nel 2000, il battello è oggi una delle più popolari attrazioni della città di Amburgo, permette di risparmiare ogni anno 5 tonnellate di CO2 (rispetto a un’imbarcazione diesel delle stesse dimensioni) e il suo generatore è talmente efficiente che riesce a produrre energia in surplusper la rete elettrica cittadina.
  • 3 e 4) Constance e Serpentine

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  • Dopo lo Hamburg, sono arrivati anche il Constance (che da 6 anni naviga sul lago di Costanza) e il Serpentine, che dal 2006 naviga nel cuore di Londra sul lago Serpentine, risparmiando 2,5 tonnellate di CO2all’anno e generando energia in surplus per la rete nazionale.

5) Thames

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  • Tra i nuovi progetti di SolarLab c’è il Thames, pensato per trasportare 255 passeggeri e risparmiare 9 tonnellate di CO2 all’anno: il suo lancio è previsto per le Olimpiadi di Londra del 2012.
  • 6) Solar Yacht


  • Ma SolarLab si distingue anche per i suoi Solar Yacht, imbarcazioni più piccole pensate per il diporto o per la ricerca: possono ospitare dalle 2 alle 15 persone, ed essendo completamente silenziose, sono ideali sia per una giornata di relax che per accompagnare biologi ed ecologi nelle loro spedizioni scientifiche in riserve, zone paludose e aree protette.

7) Sun21

sun21

Tra le imbarcazioni da diporto, gli yacht hanno certamente un impatto maggiore sull’ecosistema marino: oltre alla risposta ecologica della SolarLab, molti sono i modelli di yacht eco-friendly già realizzati o in fase di sviluppo. Nel 2007 il catamarano solare Sun21 è entrato nel Guinness dei primati per la più veloce traversata transatlantica a energia solare. Con i suoi 14 metri di lunghezza e 5 membri di equipaggio, la barca ha navigato da Las Palmas, Gran Canaria, a Le Marin, Martinica, in 29 giorni: i suoi pannelli solari le consentono di mantenere una velocità costante di 5-6 nodi (9-11 km/h), equivalente alla velocità media di una barca a vela.

8) Arkki

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Tra i più interessanti progetti di yacht solare c’è il catamarano Arkki, la casa galleggiante concepita da Janne Leppänen come un grande open space tutto ricoperto di celle fotovoltaiche. L’energia prodotta andrà ad alimentare le batterie o l’impianto elettrico della barca.

9) N-Dour

  • n-dour
  • E se l’energia solare non dovesse bastare per spingere una barca molto grande e pesante, c’è sempre la possibilità di combinare sole e vento per produrre idrogeno, come nel progetto dello yacht ibrido N-Dour, disegnato da Riccardo Pilurzu.

10) Electro Solar

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  • Ma anche in Italia si sta muovendo qualcosa: qualche mese fa sul Lago Maggiore è stato varato Electro Solar, catamarano solare di 5,5 metri con un motore elettrico alimentato da 9 m2 di pannelli fotovoltaici, che a luglio si è affermato al Solar Challenge di Avigliana, una competizione internazionale riservata alle imbarcazioni solari. Grazie alla loro relativa leggerezza, le barche piccole certamente si prestano bene all’alimentazione con energie alternative, ma in realtà molteplici sono i modelli in via di sviluppo, sia grandi che piccoli. Il concetto, comunque, è sempre lo stesso: usare le energie rinnovabili che la natura ci offre gratuitamente per alimentare il motore e/o l’impianto elettrico delle barche.

Senz’altro queste soluzioni hanno dei costi e certamente ci vorrà del tempo prima che diventino dominanti, scalzando il vecchio modo di navigare. Però le ricerche dimostrano che sono possibili, e che per cambiare è necessario pensare in due direzioni: da un lato bisogna ripensare i processi produttivi, riprogettare i mezzi con cui ci muoviamo e gli strumenti che utilizziamo in modo tale da ridurre il loro impatto sull’ambiente. Progettare barche, aerei, automobili, computer con tecnologie green (attente alle emissioni e al risparmio energetico) è un passo fondamentale, perché il cambiamento deve essere anche a monte, nel pensare beni di consumo che siano in armonia con l’ambiente. D’altra parte, mentre questo accade, mentre aspettiamo che le barche solari si diffondano e diventino accessibili a un pubblico più vasto, naturalmente resta la nostra responsabilità nel ridurre il nostro impatto e godere del mare in maniera più sostenibile.

Caterina D’Amico

 

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