Il primo treno senza binari è realtà?

treno senza rotaie

In Cina è stato annunciato il debutto di ART (Autonomous Rail Transit), un treno che si sposta su binari virtuali e riuscirà a velocizzare gli spostamenti nelle grandi città, riducendo di molto l’inquinamento. Il progetto di questo veicolo innovativo risale al 2013, ma lo vedremo a partire dal 2018 a Zhuzhou

Nonostante i toni dell'annuncio però ci sembra che si tratti di un veicolo meno innovativo e sorprendente di quanto si immagini, seppur ecofriendly e sicuramente all'avanguardia.

Il treno cinese che non ha bisogno di rotaie

Il veicolo si sposta su ruote di gomma, non occorrono rotaie, e i vantaggi sono quelli di unire i pregi del trasporto ferroviario e di quello su strada (autobus). Non occorrendo binari, questo treno costerà meno dei classici convogli: circa un quinto del prezzo di un vagone della metropolitana (che costa attorno ai 400-700 mln di yuan). Ogni treno dovrebbe avere un ciclo di vita di circa 25 anni, è lungo circa 30 metri e può trasportare fino ad un massimo di 307 persone o 38 tonnellate.

La velocità massima è di 70 km/h e si possono percorrere fino a 25 km con 10 minuti di ricarica. La guida automatica è possibile anche senza binari grazie ad un sistema di sensori che dal suolo inviano informazioni al sistema centrale del veicolo, che garantisce un percorso lungo, appunto, binari virtuali. Tutti questi dettagli sono quelli ufficiali comunicati dalla Chinese Rail Corp, la cui tecnologia è protetta da copyright.

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In realtà è "soltanto" uno smart bus...

All’interno del veicolo in realtà esistono due cabine per il conducente, una anteriore e una posteriore, in modo che non sia il treno a dover fare inversione ma il conducente stesso a spostarsi da un lato all’altro quando si inverte il senso di marcia. Questo significa che si parla di guida automatica ma non è del tutto vero. Sul fronte dei costi, se da un lato in effetti la mancanza di rotaie genera un risparmio, dall’altro siamo di fronte ad un autobus più che ad un treno.

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Esistono già altrove progetti di autobus “intelligenti”, progettati per essere ecosostenibili, per inquinare meno e consentire alle grandi città di passare a forme di mobilità alternativa. A Parigi sono già state testate navette elettriche a guida automatica e proprio dalla Cina aveva fatto il giro del mondo la notizia di un autobus alimentato ad energia solare in grado di “scavalcare” il traffico (anche se si sposta su rotaie”).

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Ecco perché ci sembra il caso di considerare questa notizia come un miglioramento per città affollate come quelle cinesi ma non come una vera e propria rivoluzione nella mobilità urbana: ben venga l'idea di un autobus elettrico smart, ma da qui a parlare di un treno che viaggia su binari virtuali il percorso è ancora lungo.

 

 

 

Anna Tita Gallo