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Sciopero dei mezzi. Oggi 8 aprile 2013, lunedì nero per il trasporto pubblico. In tutta Italia ci saranno almeno 4 ore di sciopero nazionale. Ad annunciare lo stop ai mezzi pubblici durante il corso della giornata è stata l'Unione Sindacale di Base (Usb) che lamenta il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria scaduto da ormai 5 anni e l'assenza di prospettive di indirizzo verso una Mobilità Urbana Sostenibile.

Ecco quando si fermeranno i mezzi pubblici nelle principali città italiane. A Napoli lo stop è stato dalle 9 alle 13 per i bus dell'Anm. Anche a Bari, l'Amtab ha aderito allo sciopero, con uno stop dei mezzi pubblici dalle 8.31 alle 12.30.

A Roma lo sciopero sarà dalle 20 al termine del servizio diurno, durante le quali non sarà garantito il servizio sull'intera rete Atac (bus, filobus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo) e sulla rete di bus periferica gestita dalla società Roma Tpl. Inoltre, non saranno garantite le corse delle linee diurne previste dopo le 24. Regolare invece il servizio dei bus notturni (linee da N1 a N27). A Milano, invece, sarà dalle 19 alle 22. A Torino lo sciopero sarà di 24 ore da parte dei dipendenti di Gtt. Nel capoluogo piemontese il servizio sarà garantito nelle seguenti fasce orarie: per la metro e il servizio urbano e suburbano della città dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 12:00 alle 15:00; le autolinee extraurbane garantiranno il servizio alle 8:00 e dalle 14:30 alle 17:30. A Firenze invece l'Ataf si fermerà dalle 23:00 fino a fine servizio.

Indetta dall'Usb, l'agitazione sindacale oltre all'assenza di un nuovo contratto e al peggioramento delle condizioni attuali, si schiera contro "la completa assenza di un piano di mobilità nazionale, senza alcuna prospettiva di indirizzo verso una Mobilità Urbana Sostenibile" e contro l'aumento dei debiti causati "dalla mal gestione delle aziende".

Secondo il sindacato, i 5 miliardi di euro previsti per il 2013, di cui il 60% già elargiti alle regioni - finalizzati per direttive europee alle azioni di sensibilizzazione a livello locale, regionale e nazionale alla promozione di una cultura di mobilità urbana, per migliorare il modo di muoversi all’interno delle città e per la promozione dei principi del risparmio energetico ed economico, la riduzione delle emissioni dannose per l’ambiente - rischiano di essere utilizzati per tamponare i debiti "contratti dalle aziende con le banche senza alcun investimento sul servizio e lasciando migliaia di lavoratori nell'incertezza del proprio stipendio".

Francesca Mancuso

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