No, al momento non serve (e non esiste) alcun nuovo modulo di autocertificazione

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Tutti pazzi per l’autocertificazione. Ma non esiste ancora alcun modulo né indicazioni sull’obbligo di utilizzare un modulo cartaceo com’è accaduto in passato. Il nuovo DPCM ha diviso l’Italia in zone a rischio lockdown totale, a rischio medio e a basso rischio, con precise differenze in termini di spostamenti.

Secondo le nuove regole, rese note la scorsa notte dal Premier Conte e pubblicate oggi, da domani vi sarà il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma le tre fasce di rischio contagio, determinate a seconda di una serie di parametri, si ritroveranno ad avere obblighi differenti.

Indicate dallo stesso premier durante la conferenza stampa della Camera con i nomi di zone rosse, arancioni e gialle, esse subiranno specifiche limitazioni. Ad esempio, chi si troverà in una regione considerata “zona rossa” non potrà spostarsi né al di fuori del proprio comune, ma anche all’interno dello stesso territorio comunale, fatta eccezione per motivi di lavoro, salute o per lo svolgimento della didattica in presenza dove è consentita.

Come fare dunque a dichiarare di trovarsi in una di queste situazioni, le comprovate esigenze lavorative, di salute e per la didattica?

Al momento non ci sono ancora certezze sull’autocertificazione. Finora, è stato necessario utilizzarla per uscire nell’orario del coprifuoco ma solo nelle Regioni che hanno emesso apposita ordinanza: Lombardia, Lazio, Campania, Piemonte e Calabria.

Così si legge sul sito del Ministero dell’Interno in data 22 ottobre:

“Necessario nelle regioni in cui vengono imposte limitazioni. Compilabile anche al momento del controllo. È on line il modulo di autodichiarazione che potrà essere esibito durante i controlli di polizia a giustificazione degli spostamenti nelle regioni nelle quali sono in vigore ordinanze che impongono limitazioni agli spostamenti di persone nei rispettivi ambiti territoriali”

Sul sito del Ministero dell’Interno non ci sono nuove indicazioni né un nuovo modulo, ma è possibile trovare quello precedentemente introdotto nel corso del mese di ottobre e disponibile QUI

A confermare l’assenza, al momento, di una nuova autocertificazione nazionale è stato anche il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa:

“Non c’è stata un’indicazione sulla necessità dell’autocertificazione per gli spostamenti”.

Neanche le forze dell’ordine a oggi sono state ufficialmente informate sulle modalità di controllo. Abbiamo contattato i Carabinieri che fino a questo momento non hanno avuto alcuna indicazione in merito al tipo di controllo da effettuare.

Di certo, un’eccezione riguarda gli spostamenti al di fuori del territorio nazionale, per i quali è prevista, come da decreto, l’autocertificazione che deve indicare le esigenze lavorative, l’assoluta urgenza, le esigenze di salute e di studio.

Diffidate da chi vi invita a scaricare moduli per l’autocertificazione non validi. Attendiamo di avere indicazioni da parte del Ministero dell’Interno su se e come certificare gli spostamenti sia nelle regioni a rischio elevato (rosse) che in quelle a rischio medio (arancioni) e basso (gialle).

Scarica qui il testo integrale del Dpcm_3_novembre_2020

Fonti di riferimento: Ministero dell’Interno, Governo

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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