Come Sydney sta diventando a misura di ciclista (non grazie alle Olimpiadi)

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Bici a Sydney. Poche, pochissime nonostante le promesse fatte durante le Olimpiadi del 2000, secondo cui nella capitale australiana non vi sarebbe stata la creazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo in senso ciclistico della città. Come a Londra, grandi promesse erano state fatte sull’eredità green che sarebbe stata assegnata alla città dopo i giochi.

Finora i numeri non sono stati incoraggianti, ma 12 anni dopo qualcosa sta cambiando. Con il sostegno dei leader della città e degli ingenti investimenti di capitale, Sydney ha avviato dei piani ambiziosi per far sì che il 10% degli spostamenti in città sia in bici. L’iniziativa volta a migliorare le strutture e a ridurre il traffico ha già portato ad una rapida crescita nel ciclismo, con un incremento dell’82% nell’ultimo biennio.

Il nuovo approccio, dopo una consultazione pubblica, è stato definitivamente lanciato all’interno del progetto Sydney 2030, volto a creare una città più verde, in cui il trasporto sostenibile ha una parte importante. Questa consultazione ha rivelato che le principali ragioni per cui oggi si preferisce non pedalare sono legate alla paura del traffico e alle infrastrutture carenti.

Per questo Sydney sta lavorando per creare 200 km di piste ciclabili entro il 2030, con 55 km di esse del tutto separate dal traffico delle auto. A capo dell’iniziativa vi è Fiona Campbell, manager della cycling strategy del Consiglio della città, che ha trascorso molti anni come attivista per il ciclismo indipendente prima di entrare l’amministrazione. Svela Campbell che “dell’infrastruttura poco è stato effettivamente consegnato e ci siamo ritrovati con alcuni impianti sportivi che mancavano del parcheggio per le bici“.

Secondo la direttrice, però, le Olimpiadi sono state l’occasione per apportare miglioramenti sostanziali e per ottenere un passaggio verso un trasporto più sostenibile, anche se Sydney non ne ha tratto il massimo vantaggio.

Finora, gli investimenti volti ad incentivare l’uso della bici a Sydney sono stati di quasi 50 milioni di sterline in cinque anni. L’esperta ha inoltre spiegato che i tassi di ciclismo della città erano ben al di sotto della media australiana e solo lo 0,8% dei viaggi di lavoro erano effettuati in bicicletta. Ma le ricerche svolte dal Consiglio hanno dimostrato che la probabilità di un pendolarismo in bici aumentava esponenzialmente se effettuato su una pista ciclabile protetta, non in mezzo al traffico.

Tale soluzione è già riuscita a convincere i non ciclisti ad uscire in bici. Con un risultato non da poco, che ha investito non solo la qualità dell’aria ma ha apportato anche dei benefici economici attraverso la riduzione della congestione, il miglioramento della salute e il risparmio per i trasporti pubblici.

E a Sydney ormai ci credono, tutti in sella!

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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