Incentivi sulle biciclette: il punto

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Gli incentivi sulle bici non conoscono tranquillità. Segno questo sì di un interesse che è andato al di là delle aspettative, ma anche di disorganizzazione. Con le nuove, ultime, decisioni del ministro Stefania Prestigiacomo, di concerto con le principali organizzazioni di settore, si provvede ad esitare tutti gli incentivi finora richiesti e a rilanciare gli stessi con un ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro. Con un impegno abbastanza contenuto, nel complesso costi-benefici, per la cittadinanza, dobbiamo altresì dar voce ai dissenzienti; chi ha passato pene dell’inferno sui computer per inserire le richieste di finanziamento, cioè i negozianti, e chi, parte dell’ambientalismo, pensa che questi incentivi servono esclusivamente a chi vuole acquistare una bicicletta nuova, e non ad abbattere Co2, motivo principale per cui gli incentivi sono stati promossi dal Ministero dell’Ambiente.
Tra i favorevoli la FIAB-Onlus (Federazione Italiana Amici dell Bicicletta), con il Presidente Antonio Dalla Venezia, che plaudendo il Ministro per i nuovi stanziamenti, rilancia con un “Servizio Nazionale della Bicicletta, un ufficio tecnico-amministrativo come in Germania, Francia e nel resto d’Europa”. De Viti, direttore divisione moto ANCMA, si augura che sia disposto un incentivo fisso di 250€ e non variabile del 30% sul prezzo della bici.
La nostra conclusione è che per una volta siamo d’accordo con un ministro, perché forse i contributi non serviranno ad abbattere i livelli di Co2 nelle città, forse non ci sarà risparmio energetico, ma 120.000 bici in più sono sempre un buon fatto, soprattutto culturale, una specie di alfa-bicizzazione (lo so è orrendo ma descrive bene in una parola il concetto).

Mario Notaro

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