io non posso entrare bici

"Io non posso entrare. Perché?". Dopo la petizione per consentire il parcheggio delle bici nei cortili dei condomini anche nella città eterna, è questa la domanda che i romani, a cui non è permesso di portare la loro bicicletta in metro (o meglio, lo è, ma con gravi restrizioni), fanno ad Alemanno e all'assessore Aurigemma. A loro una petizione lanciata su Change.org chiede di consentire finalmente il libero accesso delle bici nella Metro.

"È impensabile che in una capitale europea non si pensi un minimo a rendere il più possibile fruibile e gratuito uno spostamento tramite mezzo non inquinante come la bici", spiega Daniele Caucci, ideatore della petizione e uno degli autori de Il blog della Terra!, in cui vengono raccontate le attività, i sogni e le visioni di Terra! Onlus. Le attuali condizioni di termini e trasporto prevedono, infatti, che solo le bici pieghevoli possano essere trasportate gratuitamente e in qualsiasi fascia oraria, mentre le Bici non pieghevoli possono entrare in metro solo dopo le 20 o durante il sabato ed i festivi. E come se questo non bastasse, a trasportarle gratuitamente sono solo i possessori di un abbonamento metrebus: i non abbonati possessori di bici non pieghevoli devono pagare un biglietto aggiuntivo come articolo ingombrante, rispettando sempre gli orari e i giorni stabiliti.

"In parole povere, se la vuoi usare come mezzo primario di spostamento durante la settimana ti devi comprare la bici pieghevole, altrimenti, qualsiasi sia la distanza, te la fai "a pedali" all'andata ed aspetti tarda sera per tornare verso casa in metro pagando il doppio. Facendo un confronto con le maggiori città europee, Roma vince così il triste primato di restrizioni all'utilizzo della bici all'interno del sistema di trasporto pubblico", dice Caucci. Un primato che fa il paio con quello di terza città europea più congestionata dal traffico, dove ogni anno si passano ben 500 ore inscatolati nelle strade, mandando in fumo miliardi di euro tra benzina e manutenzione delle auto.

Ma da qualche giorno un gruppo di persone si sta mobilitando per la diffusione della mobilità sostenibile, chiedendo di facilitare l'accesso in metro per le biciclette. Ecco cosa hanno raccontato sul blog, a modo loro, di questa iniziativa: "Ora, co li telegiornali che ogni giorno ce informano che sì, anche oggi, er prezzo de la benzina è aumentato, potemo dormì tranquilli. Co l'esperto de turno che ce comunica che annando avanti de sto passo il buco dell'ozono diventerà tarmente granne da fà diventa er monno na ciambella. Co tutti sti problemi me sembra normale che la gente pia la bici, mo che i tempi de le bighe so finiti. E se sa che non è sempre facile annà in bici a Roma, che non tutti c'hanno er fisico pe salì e scenne li sette colli, e pare che non sia così facile immolà pezzi de marciapiedi pe na pista ciclabile", spiega un simpatico racconto in romanesco.

Eppure, per migliorare la situazione, basterebbe lasciare entrare i mezzi sostenibili per eccellenza in metro. E invece no. A Roma o usi una bici pieghevole, o devi spettare il tramonto per entrare in una carrozza. Ma perché non offrire un'alternativa al traffico ai cittadini romani? Perché non permettere a tutti, tutti i giorni, di utilizzare la bici come mezzo di trasporto prioritario? Perché non creare una tariffa "bike friendly" che garantisca la possibilità di accedere in metro con la propria bici durante tutto il giorno nelle fasce orarie di minore affluenza passeggeri? Queste le domande a cui il sindaco Alemanno e l'assessore Aurigemma sono chiamati a rispondere.

Per firmare la petizione "Io non posso entrare. Perché?" clicca qui

Roberta Ragni

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