mettetelebici

Mettete le bici nei vostri cortili. È questo l'invito lanciato da Marcello Colacino, che su Change.org ha dato vita a una petizione per chiedere al Comune di Roma di rivedere i regolamenti comunali in modo tale che sia permessa l'istallazione di rastrelliere per le biciclette negli spazi condominiali comuni.

I ciclisti di Roma sanno bene quanto possa essere rischioso lasciare le bici incustodite, in strada: le catene e i lucchetti non bastano mai e l'unica alternativa reale è il garage a pagamento. In una città soffocata dal traffico come Roma, dove gli appartamenti sono sempre più piccoli e i furti di bici in strada all'ordine del giorno, una norma di questo tipo consentirebbero così di far risparmiare circa 250 euro l'anno, che è il costo medio del noleggio di un posto bici in garage, spesso unica soluzione che si presenta a chi non vuole lasciare la bicicletta all'aperto esposta a vandalismo e furti.

D'altronde questo è quello che succede già in altre città importanti come Milano e Torino, dove le cose vanno diversamente: i Comuni hanno preso una posizione chiara, modificando il Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene in modo da tale da riconoscere e tutelare il diritto al parcheggio delle bici negli spazi condominiali comuni. A Torino, ad esempio, l'art. 48, punto 2 del Regolamento Edilizio vigente, stabilisce: "In caso di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall'articolo 7 della L.R. 33/1990, devono essere ricavati appositi spazi destinati al deposito delle biciclette, nei cortili, o in altre parti di uso comune dell'edificio, in misura non inferiore all'1% della superficie utile lorda oggetto di intervento".

A Roma, invece, anche se non esiste di fatto un divieto assoluto, si applica però la regola generale per cui in uno spazio comune (il cortile condominiale) non si può lasciare un bene privato. Ovvero, si fa divieto di parcheggiare le biciclette. Ma mettere una rastrelliera nel proprio condominio è un incentivo concreto, che non ha alcun effetto sul bilancio comunale e che, da solo, porterebbe a una maggiore diffusione delle biciclette nelle strade della Capitale.

"In alcune città italiane, come Milano e Torino, le amministrazioni locali hanno già modificato da anni il proprio Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene affermando due principi fondamentali per i ciclisti urbani: nei condomini di nuova costruzione, è obbligatorio prevedere lo spazio per le rastrelliere; in quelli esistenti, il parcheggio delle bici è sempre consentito, purché vi sia spazio sufficiente. Non vedo proprio perché Roma non debba seguire questo esempio" - ha dichiarato in una nota Marcello Colacino.


Terra! Onlus ha deciso di sostenere e promuovere la campagna, perché "bisognerebbe smettere di considerare la bicicletta un vezzo di pochi, ma un'alternativa autentica al trasporto privato in auto. Più biciclette in circolazione significano meno traffico, meno smog e meno emissioni di CO2, spostamenti più brevi per tutti, mezzi pubblici decongestionati", spiega l'Associazione. In altre parole, un miglioramento della qualità della vita per tutti, non solo per i ciclisti.

Per firmare e promuovere la petizione clicca qui

AGGIORNAMENTO DEL 26/06/2013

Un nuovo target per la campagna: Ignazio Marino. "Ci siamo! È arrivato il momento di bussare alla porta del nuovo Sindaco di Roma, Ignazio Marino per chiedergli di inserire i due provvedimenti che ci stanno a cuore nell'elenco di quelli da approvare nei primi 100 giorni di mandato. Marino, in bici, ci va al Campidoglio. E di certo al Campidoglio non ha problemi di parcheggio! Ma noi di problemi ne abbiamo. Eccome!", scrive l'ideatore della petizione.

Per questo il testo della petizione è stato rivisto e adesso le email arriveranno direttamente all'ufficio stampa del Sindaco. Alemanno ha ignorato la questione, ma con il nuovo Sindaco, Marino, appassionato di ciclismo (anche urbano) l'auspicio è che andrà meglio. L'obiettivo è fare in modo che i due provvedimenti richiesti vengano discussi e approvati nei primi 100 giorni del nuovo mandato.

Roberta Ragni

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