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Il design sostenibile giunge sempre di più a toccare l'ambito della conservazione, della produzione e della vendita di cibi e bevande. Ora sembra arrivato il momento di rivoluzionare il mondo di preparare, vendere ed offrire il classico caffè espresso, da non gustare più al bancone del bar o comodamente seduti ad uno dei suoi tavoli, bensì avvicinandosi ad una postazione mobile, su due ruote.

Dall'unione tra una bicicletta ed una macchina per il caffè espresso è nata Velopresso, pronta ad offrire bevande di ottima qualità, consumando il minimo dell'energia possibile. Velopresso è stata presentata in occasione dell'edizione 2012 dell'Innovation Design Engineering Show, organizzato da parte del Royal College of Art di Londra, dove gli ideatori di Velopresso si sono laureati la scorsa estate.

Amos Field Reid e Lasse Oiva hanno dato forma ad un prototipo estrremamente ricco di dettagli ed incentrato sulla sostenibilità e sul risparmio energetico. La macchina per il caffè installata a bordo di Velopresso funziona principalmente grazie all'energia impiegata dalla persona che ha il compito di pedalare. Essa viene utilizzata per macinare i chicchi di caffè, operazione necessaria per ottenere una delle più amate bevande al mondo.

L'energia sprigionata dalla pedalata non è però adatta ad essere utilizzata per portare ad ebollizione l'acqua necessaria per la preparazione del caffè. Per questo motivo il primo prototipo è stato dotato di un sistema di funzionamento a gas, con dispiacere da parte degli ideatori, che hanno inoltre progettato Velopresso affinché per il suo funzionamento non fosse necessario ricorrere all'impiego di energia elettrica e che si impegneranno a mettere a punto un nuovo sistema per evitare il ricorso al gas metano.

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Una prima ipotesi in proposito riguarda la possibilità, ancora da approfondire attraverso ulteriori ricerche svolte in collaborazione con l'Imperial College di Londra, di utilizzare come fonte di energia gli scarti di caffè, grazie ad un processo di estrazione e di distillazione degli zuccheri in essi contenuti, da impiegare per la produzione di biocarburante, all'insegna della più completa lotta agli sprechi.

Marta Albè

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