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La campagna #salvaiciclisti torna a farsi sentire attraverso il terzo atto della Critical Mass digitale che alle ore 12:00 in punto invaderà il web e i social media con un nuovo appello, stavolta rivolto direttamente al Presidente del Consiglio Monti.

Dopo aver invaso le caselle di posta dei sindaci di tutta Italia, nonché portato in piazza migliaia di persone a Roma, la campagna per la salaguardia di chi, ogni giorno, per spostarsi, preferisce la bicicletta, ma che rischia ogni giorno la vita sulle strade delle nostre città a causa di una mancanza di tutele, tiene alta l'attenzione mediatica guadagnata in questi mesi con una nuova "protesta digitale" indirizzata direttamente a Mario Monti che nelle settimane scorse aveva espresso parole di appoggio alla causa a cui, si spera, faccia seguire i fatti.

Fatti che si concretizzano, come anche messi nero su bianco nella proposta di legge presentata proprio a seguito dell in maggiori piste ciclabili a disposizione dei cittadini, limiti di velocità entro i 30 km/h nelle zone residenziali e semafori dedicati a chi pedala.

Se anche voi pensate che la sicurezza di chi si reca al lavoro in bici debba essere garantita, fate copia e incolla del form sottostante e inviatela a questi indirizzi:

[email protected]

[email protected]

[email protected]

[email protected]


Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,

abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.

Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.

Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.

La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.

Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.

Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.

Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,

cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente.

Contribuiamo tutt* alla campagna, bombardiamo di e-mail e facciamo girare attraverso blog, siti internet e i vostri account di Facebook e Twitter.

Simona Falasca

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