ciclisti roma

1000 km di piste protette per le biciclette da realizzare entro il 2020, per un investimento complessivo di 170 milioni di euro: i ciclisti romani potranno circolare presto in sicurezza, grazie a nuove corsie protette in tutti i Municipi e a un "raccordo delle piste", finanziati da 25 milioni di euro all'anno provenienti dalle multe. Finalmente, dopo anni di battaglie, l'assemblea capitolina ha approvato questa mattina il nuovo Piano quadro della Ciclabilità, con 35 voti favorevoli, ovvero l'unanimità dei presenti.

A pochi giorni dal grande appuntamento del 28 aprile per la prima "bicifestazione" nazionale #salvaiciclisti , organizzata in contemporanea con diverse città europee, tra cui anche Londra ed Edimburgo, e dopo l'ultimo di una lunga serie di incidenti, avvenuto sulla Tuscolana, nel quale un ciclista è stato travolto da un'auto, Roma Capitale fa un grosso passo in avanti e con la proposta numero 112 annuncia che verranno create nuove piste ciclabili. D'altronde, BiciRoma l'aveva chiesto: "vogliamo il Piano della ciclabilità e più piste, almeno 1000 Km, oltre ai 103 esistenti, anche se frammentati".

Ecco allora come l'emendamento n.112 potrebbe cambiare il volto della città eterna, con un intervento strutturale sull'asse strategico del Tevere e tanti chilometri di ciclabili: per ogni municipio la delibera stabilisce dove saranno realizzate nuove ciclabili, come nella I Circoscrizione, ad esempio, dove ci saranno piste in via del Corso, piazza Venezia, piazza del Popolo, via Tomacelli, all'Ara Pacis, in largo Goldoni, in via Condotti, in piazza di Spagna. Ma anche al Campidoglio, in via del Teatro di Marcello, in via Petroselli e piazza dell'Ara Coeli, via di Porta Ardeatina e da porta Metronia a piazzale Ostiense. E ancora ponte Sisto, via Garibaldi, via di Porta San Pancrazio, fino in vetta al Gianicolo, e nuovi collegamenti ciclabili alle fermate delle linee metropolitane.

Spostandosi fuori dal centro, i tracciati che verranno realizzati investono anche piazza Bologna, stazione Tiburtina, via Nemorense, via Tagliamento e via Po, fino a porta Pinciana e piazza del Popolo, piazzale Metronio, piazza Zama, parco della Caffarella e via Taranto. Piste ciclabili anche in Viale Palmiro Togliatti, fino a via Alemonia, da via Giulio D'Amico fino alla Critoforo Colombo e da via di Grotta Perfetta a viale del Caravaggio. Nel XVII si potrà pedalare da via Ottaviano a San Pietro, da viale Carso a Lungotevere della Vittoria, da via Mazzini a piazzale Clodio e lungotevere Oberdan e dal lungotevere Michelangelo a via Angelo Emo. Nel XVIII, invece, da via di Valle Aurelia a Baldo degli Ubaldi e da Mattia Battistini alla Pineta Sacchetti. Quanto ai fondi per il Piano delle ciclabili, dovrebbero arrivare grazie ad una delibera che destina il 10% dei proventi delle multe di Roma a coprire i costi di realizzazione e manutenzione delle piste. E basandosi sui bilanci delle sanzioni incassate negli scorsi anni, ovvero 1 miliardo di euro tra il 2007 e il 2010, stiamo parlando di una cifra che potrebbe aggirarsi intorno ai 25 milioni di euro l'anno.

Il piano, approvato trasversalmente, è passato però non senza le critiche: "dobbiamo purtroppo constatare nuovamente il 'pressappochismo' e l'inadeguatezza con la quale oggi la maggioranza sollecitata dal Sindaco si presenta in aula il Piano quadro della ciclabilità cittadina. A Roma ci sono circa 150.000 ciclisti mentre la ciclabilità è rimasta la stessa di quattro anni fa", spiega in una nota la consigliera Capitolina del PD Monica Cirinnà, membro della commissione ambiente del Comune di Roma. Così, se il Piano della ciclabilità è "sicuramente uno strumento importante", con un finanziamento non adeguato "rischia di trasformarsi in un semplice pezzo di carta", spiega la Cirinnà.

È importante, quindi, non solo sfruttare l'onda emotiva dei gravi incidenti o della manifestazione #Salvaciclisti, ma stabilire atti e misure certi e concreti da attuare al più presto possibile. Per Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente, questo è, infatti, "uno strumento per recuperare un gap che la nostra città ha accumulato nei decenni, anche a causa del preconcetto secondo cui Roma, per via del suoi colli, non fosse una città adatta alle bici". Insomma, un progetto ambizioso, che potrebbe però finalmente trasformare Roma in una città in cui sarà possibile andare in bici, contribuendo in maniera significativa al miglioramento dell'aria, alla lotta all'inquinamento e al benessere psico-fisico dei suoi cittadini. I romani sono pronti a salire in sella in sicurezza.

Roberta Ragni

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