muzzicycles

Lì dove c’era spazzatura, ora c’è…una bicicletta! Si tratta della Muzziclycles, la bicicletta creata e fortemente voluta dall’artista e designer uruguayano Juan Muzzi, lo stesso inventore delle molle colorate che tanto hanno fatto divertire i bambini negli anni ’80 e ’90. Oggi Muzzi torna a far parlare di sé con la sua bicicletta realizzata con bottiglie di PET e altri rifiuti in plastica generalmente destinati alle discariche.

Una bici che non è più soltanto un prototipo perché, nonostante lo scetticismo che circolava intorno al suo prodotto e le difficoltà iniziali, oggi l’artista sessantenne (classe 1949) ha dato il via alla produzione di serie delle Muzzicycles, già diventate un must in Sud America e non solo. Perché oltre a proteggere l’ambiente queste biciclette di spazzatura garantiscono leggerezza e resistenza.

Muzzi ispirandosi, ad esempio, alle ossa umane, per garantire la durata nel tempo, ha creato il telaio monopezzo con pareti di spessore, ma vuote. Una caratteristica, questa che impedisce al materiale di pegarsi facilmente o di rompere. Inoltre, la miscela di materie plastiche riciclata con cui viene realizzato il telaio rende il prodotto sufficientemente flessibile per assorbire gli urti e, al tempo stesso, essere resistente. In pratica in queste bici ecologiche non esistono saldature, né tanto meno vernici. La tinta è unica in base al materiale utilizzato per produrla.

telaio_muzzicycles

"Quando sono andato in cerca di finanziamenti in Brasile – racconta nella sua intervista alla CNN - mi dicevano tutti che era una buona idea forse in Germania o negli Stati Uniti, non qui". Alla fine però il banco uruguayano ha creduto in lui e concesso un finanziamento che gli ha permesso di dare il via alla produzione.

Per il momento le Muzzicycles vengono vendute su Internet ad un prezzo che riesce a copre a malapena i costi di produzione - a circa 140 dollari – ma, come specifica il grande inventore “L'idea è di raggiungere 20 milioni di persone, tutti quelli che vivono sotto la soglia della povertà in Brasile".

E intanto sul suo sito internet è possibile ammirare in tempo reale la quantità di bottiglie di plastica utilizzate e tolte alla discarica (15.840.600 al momento della stesura del post), le bici costruite con questi materiali (132.00) e i rispettivi Kg di Co2 risparmiati (2.738.227). Mica male no?

Simona Falasca

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