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Nel Regno Unito viene rubata una bicicletta al minuto, a Milano ne sparirebbero almeno venti ogni giorno. I volenterosi ciclisti che scelgono quotidianamente di spostarsi in bicicletta per raggiungere il proprio luogo di studio o di lavoro non si trovano dunque soltanto a dover affrontare il problema di dover percorrere strade dissestate o piste ciclabili inadeguate, ma anche a dover scongiurare il rischio di non ritrovare il proprio mezzo di trasporto al momento di rincasare, a causa dell’ennesimo furto. Quali potrebbero essere considerate delle soluzioni al problema? Come riuscire a recuperare una bicicletta rubata?

Un film documentario girato nel Regno Unito mostra come non sia per la maggior parte delle volte possibile fare affidamento sul senso civico di chi si ritrova in maniera del tutto casuale ad assistere ad un furto di bicicletta. “Bike Theft ‒ The Movie” è stato girato in incognito, facendo cioè in modo che la troupe di registi dotati di telecamere non fosse notata dalle persone riunite attorno alle bancarelle di un affollatissimo mercato londinese. Le reazioni di alcune di esse di fronte al furto di una bicicletta sono inequivocabili. Spesso, pur notando ciò che sta avvenendo, gli spettatori del furto mostrano la più totale indifferenza.

Ad interpretare il ruolo del ladro è un attore appositamente istruito per compiere furti di biciclette nella maniera più rapida ed agevole possibile. Al ladro è stata concessa un’ora di tempo per agire ed in tale lasso nessuno dei possibili testimoni dei furti ha cercato di avvicinarlo, di rivolgergli la parola oppure di allertare i presenti su ciò che stava accadendo se non, in alcuni casi, quando il ladro aveva già colto l’occasione per allontanarsi.

Come difendere dunque la propria bicicletta dai furti?

Probabilmente un passo avanti potrebbe essere costituito dalla possibilità di avere a propria disposizione dei parcheggi per bici innovativi, a cui poter assicurare il proprio mezzo di trasporto in modo tale che non possa essere rimosso facilmente da chiunque, anche attraverso l’ausilio di lucchetti e catenacci particolarmente resistenti.

Alcuni esempi pratici hanno in realtà già cominciato a farsi strada sul mercato. Ecco, ad esempio, i progetti tutti italiani per la realizzazione di una pensilina in grado di proteggere la bicicletta da furti ed agenti atmosferici, producendo allo stesso tempo energia solare, e per l’allestimento di un parcheggio per biciclette a prova di ladro. In Gran Bretagna si è invece pensato di promuovere l’utilizzo di una bicicletta pieghevole, che può essere parcheggiata arrotolandola letteralmente attorno ad un palo, secondo un vero e proprio sistema anti-ladro. Interessante anche il sistema di doppia legatura Cyclehop, che promette di dissuadere anche il più esperto dei malintenzionati.

E, se a Torino si è pensato di marchiare le biciclette con un numero di identificazione, per poterne facilitare il ritrovamento in caso di furto, come agire, in pratica, nel momento in cui ci rendiamo conto che la nostra bicicletta è stata rubata? Ad Oxford si è deciso di sfruttare le mille potenzialità dei Social Network per pubblicare e diffondere online le fotografie ed i dati relativi alle biciclette rubate, nella speranza di poter individuare le zone ed i modelli maggiormente interessati dai furti.

In Italia, come molti ben sapranno, non esiste un registro a cui iscrivere le proprie biciclette ed il loro ritrovamento è spesso arduo, anche una volta eseguita la denuncia, poiché esse vengono spesso rapidamente indirizzate verso un vero e proprio mercato alimentato dai furti rivolto ai Paesi esteri, ragion per cui le nostre amate due ruote il più delle volte valicano piuttosto rapidamente i confini di Stato.

Fortunatamente ciò non avviene in tutti i casi. Capita che, per qualunque ragione, un ladro si ritrovi ad abbandonare l’oggetto del proprio furto in un luogo non molto distante da quello in cui inizialmente si trovava. Ecco che allora entra in gioco l’utilità del sito web ideato da un giovane studente di ingegneria chimica, Matteo Ganassali, che ha pensato di mettere a disposizione degli utenti di internet un vero e proprio database attraverso cui poter segnalare di aver subito un furto o di aver avvistato biciclette abbandonate o sospette. Proprio grazie al progetto RubBici.it alcune di esse hanno già ritrovato il loro padrone.

Marta Albè

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