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Bologna avrà delle nuove piste ciclabili. Così è stato stabilito dall'ultimo consiglio comunale in programma nel capoluogo emiliano per quest’anno, che ha deciso, tramite due delibere, di stanziare circa 700 mila euro per gli interventi necessari alla realizzazione di nuovi percorsi dedicati ai ciclisti, che saranno dislocati lungo le circonvallazioni ed i viali della città.

Per quanto riguarda le circonvallazioni, oggetto della prima delibera, con cui si destinano 575 mila euro alla realizzazione delle nuove ciclabili, i lavori prevederanno un potenziamento di alcuni tratti della “tangenziale della bicicletta”, con riferimento alla ciclabile della circonvallazione semianello sud-ovest (Via Sabotino - Porta Saragozza - Porta San Mamolo) ed alla ciclabile della circonvallazione semi-anello nord-est (Stazione FS – Porta Mascarella).

La seconda delibera è inerente all'approvazione del progetto definitivo per la costruzione di piste ciclabili nel tratto compreso tra la rotonda Romagnoli e via De Pisis, il collegamento ciclabile con la fermata Sfm di via Casteldebole e la riqualificazione del Percorso Naturalistico Lungo Reno. Per la realizzazione delle opere verranno stanziati dal Comune 147 mila euro.

Se i progetti in questione verranno realizzati a regola d’arte, Bologna potrà finalmente contare su nuovi percorsi sicuri destinati a chi preferisce utilizzare la bicicletta rispetto all'automobile o ad altri mezzi inquinanti, riducendo così le emissioni di CO2 nell'atmosfera e garantendo di conseguenza una migliore qualità dell’aria e della vita per la popolazione delle aree urbanizzate. Dall'impegno bolognese dovrebbero prendere esempio altre grandi città italiane, quali Milano e Roma, nelle quali la situazione delle piste ciclabili non può essere purtroppo considerata delle più rosee. Tra gli altri capoluoghi di regione, oltre a Bologna, è Firenze a spiccare per i propri interventi positivi in merito.

A Milano, la vita per chi sceglie di pedalare a bordo delle due ruote si presenta ricca di spiacevoli imprevisti. A rivelarlo è il dossier CicloMilano , realizzato a cura di Actl (Associazione per la Cultura e il Tempo Libero) e dell’associazione ciclo-ambientalista Ciclobby. Dal dossier emerge innanzitutto la necessità di migliorare i percorsi ciclabili già esistenti, spesso contraddistinti da imperfezioni ed anomalie, presenza di segnaletica inadeguata, tratti pericolosi o inutilizzabili e dall’accesso difficoltoso, se non addirittura fuorilegge. Il dossier non si limita ad elencare i difetti delle piste ciclabili, presentando proposte di intervento concreto per migliorare la viabilità sostenibile, compresa la ristrutturazione dei percorsi già esistenti e la realizzazione di nuove aree dedicate ai ciclisti, che andrebbero ad interessare, tra gli altri, il nuovo quartiere Bicocca e lo storico quartiere Sarpi.

Anche a Roma si è svolta una indagine relativa alle condizioni delle piste ciclabili, che ha portato alla compilazione di un dossier riassuntivo della situazione in merito nella capitale: "Indagine sulle piste ciclabili a Roma: un anno dopo" . All'interno del dossier sono stati presi in considerazione gli interventi effettuati in territorio romano per il miglioramento dei percorsi destinati ai ciclisti, la cui realizzazione appare finora soltanto parziale in riferimento agli svariati progetti in programma. Non sono ancora stati attuati, ad esempio, gli interventi necessari a rendere sicuri i passaggi di attraversamento, mentre si è a buon punto nel favorire la mobilità integrata tra bicicletta e mezzi pubblici, anche attraverso la promozione del bike sharing.

Firenze, dal canto suo, ha recentemente posto in essere un progetto dedicato alla mappatura completa delle piste ciclabili e delle rastrelliere presenti sul territorio cittadino. Si tratta di OpenBike, una mappatura Web, che coinvolge l’utilizzo di Google Earth, dove vengono indicati i percorsi ciclabili e la loro lunghezza e pendenza, insieme alle oltre 1200 rastrelliere dislocate per la città, per un totale di 13 mila e più parcheggi per bici disponibili. Non manca inoltre la segnalazione della presenza di fontanelle presso le quali i ciclisti possono fermarsi per una sosta dissetante. Un’iniziativa sicuramente lodevole che speriamo possa essere posta in essere in altre città della nostra penisola.

Marta Albè

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