scuola_in_bicicletta

Traffico, smog, lunghe code in strade affollatissime e rumorose: è quanto aspetta ogni genitore alla mattina, quando accompagna i propri bimbi a scuola. Col risultato che la giornata inizia nel peggior modo possibile, soprattutto nelle grandi città, con stress e nervosismo che si impadroniscono dei guidatori fin dalle prime ore del mattino.

Una situazione che, in molti casi, potrebbe essere evitata facendo riscoprire ai nostri piccoli il piace delle due ruote. Come succede nel Regno Unito, dove Sustrans, un'associazione che promuove la mobilità alternativa a piedi, in bici o con il trasporto pubblico, lavora nelle scuole proprio per insegnare ai più piccoli l'utilizzo corretto della bibicletta e della strada, la manutenzione del proprio mezzo e la costruzione di capannoni per riporre le due ruote.

Secondo Sustrans i motivi per cui, a differenza di Danimarca e Olanda ad esempio, in Uk la bicicletta viene usata solo da un misero 2% degli alunni, sono diversi: dalla sicurezza alla poca abitudine dei genitori in primis a girare in bici, oltre al fatto che, appunto, molte scuole vietano le due ruote proprio per la mancanza di "parcheggi" adeguati. Per questo l'associazione è impegnata in un intenso lavoro in più di 1000 scuole, che impegna 58 membri del personale dislocato tra Inghilterra e Galles.

E così Sustrans è arrivata a pubblicare gli esiti di un sondaggio (per alzata di mano, quindi non scientifico, avvertono) nelle scuole in cui hanno lavorato per un anno intero, da cui emerge che i bambini che andavano a scuola in bici erano aumentati del 26,6%. Segno che, con una buona educazione, qualcosa può realmente cambiare: "Negli ultimi 30 anni, le possibilità dei bambini di essere attivi e viaggiare in modo indipendente a piedi o in bicicletta sono diminuiti rapidamente, col risultato che i piccoli alunni sono molto meno attivi fisicamente e i tassi di obesità sono scandalosamente alti", afferma nel comunicato stampa l'amministratore delegato di Sustrans, Malcolm Pastore. "Semplicemente incoraggiando i bambini a scegliere un modo attivo di andare a scuola, permetterà loro di vivere maggiormente all'aperto e fare esercizio fisico tutti i giorni, aiutandoli ad essere più attenti e pronti ad imparare quando arrivano a scuola e creando una nazione di ragazzi più sani e indipendenti".

Ma è davvero possibile tutto ciò nelle nostre città? Dalla nostra parte abbiamo sicuramente il clima che, a differenza dei Paesi del nord Europa, ci permette di utilizzare mezzi alternativi alla macchina durante tutto l'anno, siano essi scooter, biciclette o autobus. Dall'altra esiste però in Italia un senso civico decisamente scadente e un'educazione stradale che poco tiene conto di chi non si muove sulle quattro ruote. Bisognerebbe dunque iniziare ad educare per primi gli utenti della strada e insegnargli a non vedere ciclisti e pedoni come ostacoli da evitare, ma come soggetti che hanno lo stesso diritto di circolare su strada di chi utilizza la macchina. Altro punto da analizzare è poi la presenza delle piste ciclabili che, purtroppo, ancora scarseggia nelle nostre città.

C'è molto da fare dunque, ma la rivoluzione sulle due ruote può e deve partire fin dalle generazioni più piccole, insegnando ai bambini come l'utilizzo della bicicletta aiuti non solo il loro benessere, ma anche quello dell'ambiente, contribuendo a diminuire le emissioni, rendere l'aria e le strade più pulite e le nostre città più belle e vivibili.

Eleonora Cresci

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