Bike_Pride_main

Si respirava una brezza di gioia in mezzo alle migliaia di biciclette che ieri pomeriggio hanno invaso il centro di Torino in occasione del Bike Pride. C’era la ciclista della domenica e il super-accessoriato, la studentessa con il cestino decorato di fiori e il professionista delle escursioni a due ruote, la famiglia munita di una bici per ogni figlio e il triciclo per i più piccoli. Una folla esultante e rumorosa che ha occupato i viali, lasciando le macchine attendere ai semafori, mentre solidarizzava con i passanti e salutava i simbolici cugini che si muovevano in tram e autobus.

Per chilometri si sono sentiti solo rumori di campanelli e trombette. Anche i più casalinghi, in veste da domenica pomeriggio d’estate, si affacciavano alle finestre per osservare dall’alto la fiumana di gente che si muoveva ordinata da una parte all’altra della città.

A Torino, il Bike Pride è alla sua seconda edizione e già si dimostra una manifestazione che non teme la sua giovane età. La data ufficiale prevista per quest’anno era il 5 Giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma le piogge torrenziali che si erano abbattute sulla città avevano costretto gli organizzatori a rimandare. Si temeva che il caldo e la voglia di mare facesse rinunciare molti a partecipare e invece la scelta del 10 Luglio si è rivelata comunque vittoriosa.

E la speranza è di fare sempre meglio” esulta Fabio, uno degli organizzatori del Bike Pride e animatore di Muovi Equilibri, l’Associazione che si è inventata l’idea di creare una “giornata dell’orgoglio ciclista”.

In Italia, le manifestazioni a favore della cultura della bicicletta sono numerose, ma spesso piccole e locali. La nostra intenzione era unire il principio che muove i movimenti di Massa Critica (caratterizzati dalla coincidenza organizzata di un gruppo di ciclisti) con l’idea di poter comunicare in anticipo data e ora della manifestazione per permettere a più persone possibile di partecipare. Dopo l’esperienza dell’anno scorso, diverse città italiane ci hanno contattato. Bologna, per esempio, ha realizzato lo scorso giugno il suo primo Bike Pride”.

Torino, città della Fiat. Torino, città grigia e inquinata. Di fronte alle migliaia di persone che si muovevano su due ruote ieri pomeriggio, gli stereotipi che hanno ricoperto come un cappotto questa città cadono. Nel corso degli ultimi dieci anni, Torino ha messo in piedi un dignitoso numero di chilometri dedicati alle piste ciclabili. Rispetto alle altre aree metropolitane italiane raggiunge quasi la sufficienza. E, a sentire il trentaduenne nuovo Assessore all’Ambiente, Enzo Lavolta, l’intenzione è quella di raddoppiarle. Se Torino vincerà il bando come Smart City europea, infatti, una notevole pioggia di denaro cadrà sulla città allo scopo di supportare gli interventi che serviranno a rendere la vita urbana più “intelligente”.

Anche se non è facile far capire alla classe politica le ragioni di noi, ciclisti in città” racconta Fabio. “Le risposte che in questi anni abbiamo ricevuto, riflettono la convinzione che andare in bicicletta sia una sorta di vezzo o uno sport che qualche audace decide di praticare in città. Ciò che invece si cerca di trasmettere, anche attraverso il Bike Pride, è che la bicicletta è una vera alternativa alla mobilità in auto. In quanto tale, comparabile ad un servizio pubblico come gli autobus o la metro. È pensando in questo modo che città come Copenaghen e Amsterdam hanno raggiunto i livelli di vivibilità di cui godono, oggi.

Le capitali del Nord Europa restano una stella polare per tutte le città che aspirano a migliorare la condizione della viabilità ciclabile. Eppure in Italia, qualcosa si sta muovendo. Se Torino ha velocemente migliorato il suo status, ancora più efficienti sono le performance delle piccole e medie città italiane. Da tempo, Ferrara è riconosciuta come una delle capitali nazionali della bicicletta. Anche l’insospettabile Bolzano registra numeri da record per quanto riguarda i ciclisti urbani: qui il 20% dei cittadini compie in suoi spostamenti in bici.

Il capoluogo di provincia che maggiormente si è impegnato a investire sul piano delle bici è invece Reggio Emilia. L’Amministrazione locale ha deciso di adottare il Bici Plan, piano ciclistico del Comune, che prevede una serie di obiettivi strategici da realizzare, nel corso dei prossimi anni, per convertire la mobilità urbana da automobilistica a ciclistica attraverso una rete ciclabile intelligente fatta per collegare i principali nodi della città tramite itinerari continui e gerarchizzati. Un sistema insomma che rende effettivamente attrattivo l’uso della bici e non un divertissement per arditi avventurieri urbani.

Pamela Pelatelli

Foto: Ornella Orlandini

I CORSI CHE TI FANNO STARE BENE!

Più di 100 corsi online su Alimentazione, Benessere, Psicologia, Rimedi naturali e Animali a partire da 5€. Test, attestati e la possibilità di vederli e rivederli quante volte vuoi!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su instagram
seguici su facebook
fai la cosa giusta

Dai blog