cicloturismo

Se siete tra quelli che con la bella stagione amano organizzare gite fuori porta con amici e famiglia o che addirittura cominciano già a programmare le vacanze per l’estate, forse siete gli stessi che nell’immaginare spiagge assolate e agriturismi immersi nel verde fanno anche i conti con incolonnamenti ai caselli, ore di fila in autostrada, nubi islandesi all’orizzonte e luoghi turistici affollati. Chissà se allora siete anche gli stessi che almeno una volta hanno immaginato che la vacanza potesse essere compiuta con un mezzo alternativo come la bicicletta? Magari con ritmi lenti e assecondando il corpo e il paesaggio?

Ultimamente devono essere stati molti coloro che lo hanno pensato, se la Lonely Planet, nota casa editrice internazionale di guide turistiche, ha appena fatto uscire la prima guida in assoluto per viaggiatori in bicicletta, scegliendo proprio l’Italia come scenario geografico in cui realizzarla.

 

Il volume si intitola Italia in bicicletta e sarà in libreria nei prossimi giorni, giusto in tempo per permettere ai titubanti di rispolverare la bici prima dell’estate e trovare il percorso ciclabile più accattivante.

 

 

cycling-coverAbbiamo visto la guida in anteprima per voi alla Fiera del Libro di Torino e uno dei responsabili dell’opera per EDT, la società che cura le guide Lonely Planet in Italia, ci ha raccontato che la guida rispetta per alcuni versi le caratteristiche di una classica tascabile Lonely, con qualche giusta accortezza per andare incontro ai viaggiatore a pedali.

 

Per chi ha già consumato pagine di Lonely Planet in viaggio ne riconoscerà la narrazione facile, partecipata e poco ingessata, uno sviluppo della spiegazione dal generale al particolare con approfondimenti su curiosità o tipicità dei luoghi.

 

 

L’estensione della guida a tutto il territorio nazionale e soprattutto l’ovvia particolarità dei percorsi ne caratterizzano alcuni tratti. Dimenticate gli approfondimenti su monumenti e chiese medioevali, qui è più importante sapere a che altitudine si sale: per questo ogni itinerario è composto da un grafico altimetrico con la raffigurazione del percorso e i relativi metri sul livello del mare. Abbandonate velleità da ristoranti in cui abbuffarsi, qua lo spirito è sentire il corpo che va a volgersi “verso una destinazione misteriosa, in un tentativo di vedere il mondo in modo diverso, con l’eleganza innata di cogliere solo il lato buono delle cose(Lo zen e l’arte di andare in bicicletta” Claude Marthaler, Ediciclo ): le descrizioni si soffermano sulla dolcezza dei pendii e sul fascino degli strapiombi sul mare.

 

E per i veri specialisti dell’uscita in bici non mancano poi apposite schede complementari ai supporti GPS che aiutano ancora meglio il viaggiatore ad orientarsi lungo i percorsi non troppo noti.

 

Il principio rassicurante della guida sembra essere che non c’è bisogno di essere professionisti delle due ruote per potersi mettere in marcia. Gli itinerari prevedono uscite di due/tre giorni lungo percorsi molto spesso alternativi a quelli stradali, di lunghezza spesso variabile a secondo delle difficoltà. Nessuna ambizione di maglia rosa da indossare, insomma!

 

E per chi volesse subito cimentarsi e fare il primo percorso lungo i sentieri dell’Italia ciclabile, per l’uscita della guida, EDT ha organizzato un bike party lungo 650 km che va da Torino e arriva a Senigallia. Il primo giro di ruota è previsto per il 21 giugno.

 

Intorno al cicloturismo però c’è tutto un mondo di iniziative che offre opportunità, le più varie, per immaginare modi e percorsi nuovi da sperimentare.

 

 

Per gli amanti del fai da te online per esempio è stato presentato all’ultima BIT (Borsa Internazionale Turismo) www.cicloturismo.com, una risposta italiana all’iniziativa sugli itinerari in bici che Googlemaps ha approntato negli Stati Uniti e di cui greenMe.it vi ha parlato. Su questo sito potrete trovare il percorso ciclabile più vicino a casa oppure quello più vicino al luogo in cui siete diretti, itinerari in bicicletta e mountain bike GPS, dettagli di ogni singolo tracciato visualizzabile in Google Map, strutture turistiche presenti in zona e punti di interesse. I più esperti potranno anche aggiungere percorsi non segnalati.

 

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A questo punto non serve altro che tirare fuori la bici dalla cantina (se non lo avete già fatto per il Bici day) raccogliere un bagaglio minimo e partire. È necessario dare qualche consiglio però prima di inforcare la sella e partire spediti, specie per non trovarsi delusi dalla propria capacità di resistenza. Innanzitutto è bene cominciare per alcuni fine settimane a fare qualche lunga passeggiata uscendo appena dalla città o individuando brevi percorsi ma continui, per allenare corpo e fiato.

 

È altrettanto importante però non lasciarsi prendere dall’idea che per fare certe imprese servano solo uomini amanti delle sfide o muscolosi ironman da National Geographic: basta munirsi di un fanciullesco spirito di scoperta e del piacere di assaporare la vita.

 

A volte è sufficiente lasciarsi affascinare dai racconti di chi ha avuto modo di sperimentare, per partire: lungo il percorso, un uomo mi ha tirato un bacio dal balcone, una donna mi ha regalato la lavanda, una coppia di anziani mi ha offerto mele, pomodori e acqua, un altro signore mi ha riempito la borraccia e mi ha dato un bicchiere di fresco tamarindo.” CG dal blog di Ediciclo.

 

 

 

Scegliere la bicicletta tuttavia non è da considerarsi come un impedimento alla possibilità di potersi muovere all’estero, con gli amici o con tutta la famiglia. Il cicloturismo infatti ha da qualche tempo fatto fiorire anche diverse agenzie specializzate nell’organizzazione di vacanze in bici per gruppi o singoli come Girolibero.

 

Basta scegliere il percorso che si vuole affrontare (in quanto a percorsi ciclabili extraurbani molti Paesi europei e non ci battono per qualità e lunghezza) e l’agenzia si occuperà di spostare bagagli e ammennicoli da un punto sosta all’altro, permettendo al ciclista di godersi al meglio la pedalata. Francia, Germania ma anche Argentina o India possono diventare mete da osservare da punti di vista diversi, appoggiati a 80 cm da terra e comodamente spinti dall’unica energia disponibile: il corpo.



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