voglio una ruota

Uscire di casa in bicicletta in un pomeriggio di sole per fare una passeggiata o scegliere la bici come mezzo sostenibile per andare a scuola o al lavoro. È una buona abitudine ma è anche un “lusso” e un diritto che a molte donne del mondo non è ancora concesso.

Il documentario “Voglio una ruota” vuole raccontare il profondo legame tra le donne e le biciclette attraverso storie di libertà e di emancipazione senza dimenticare le numerose donne a cui in alcuni Paesi del mondo è vietato andare in bicicletta.

“Voglio una ruota” è un progetto a favore delle donne a cui tutti noi possiamo partecipare dando il nostro contributo alla campagna di crowdfunding nata online per supportare la sua realizzazione.

Forse non ci avevate mai pensato, ma un oggetto apparentemente comune come la bicicletta può diventare lo strumento simbolo di una vera e propria rivoluzione. Già in epoca vittoriana, quando la bici venne inventata, divenne presto sinonimo di libertà.

Eppure ancora oggi la bicicletta viene vietata alle donne in molti Paesi. E che dire del ciclismo femminile?

Nel 1924 Alfonsina Strada sfidò i colleghi uomini nel Giro d’Italia, ma a oltre 90 anni di distanza il ciclismo femminile è ancora considerato una declinazione di scarsa importanza rispetto al più seguito ciclismo maschile (che comunque viene a propria volta messo in secondo piano rispetto ad altri sport più noti e remunerativi dal punto di vista del business, a partire dal calcio).

Le donne che hanno scelto la bici per dimostrare la loro libertà, il loro desiderio di emancipazione e le proprie capacità sportive hanno bisogno di una nuova voce e “Voglio una ruota” è per loro finalmente un’occasione per raccontare le loro storie.

In questo documentario potremo scoprire le vicende di Eyerusalem Dino Keli, campionessa etiope che ha realizzato in Italia il sogno di una carriera e ora corre nella Michela Fanini, di Yaya Sanguineti e delle atlete di BePink, donne che si allenano quotidianamente con dedizione e fatica, ma anche passione e gratificazione.

voglio una ruota 1

voglio una ruota 2

E ancora ecco la storia di Anna Trevisi, giovane atleta del team Giusfredi, che lotta per difendere i diritti e il riconoscimento anche ma non solo economico delle atlete. Sono davvero numerose le vicende di donne in bicicletta che il documentario desidera raccontarci per guidarci alla scoperta di un mondo poco conosciuto.

Per gli ideatori di questo progetto, la volontà è la ruota dello spirito. “Voglio una ruota” è dunque la storia di come la bicicletta ha cambiato le donne e di come le donne hanno finito per cambiare la bicicletta.

voglio una ruota 3

Ma Voglio una ruota non è una storia per sole donne! È per tutti quelli che pedalano, sfidando le salite, con il sole o con la pioggia, senza paura di ciò che li attende dietro la prossima curva.

Contribuisci qui alla nascita e alla diffusione del documentario “Voglio una ruota” e guarda il video di presentazione.

"Chi riesce a padroneggiare una bestia come la bicicletta, può padroneggiare anche la propria vita, nella stessa maniera" (Frances Willard)

Come sarebbe il mondo di oggi se la ruota e la bici non fossero mai state inventate?

Marta Albè

Fonte foto: Voglio una ruota

Leggi anche:

La Francia paga chi va al lavoro in bici: 25 centesimi a Km
Pagati per andare in bici al lavoro anche in Italia, proprio come in Francia (Petizione)
10 bici e accessori che non ti aspetti

casa verde

Reale Mutua

La casa verde: pannelli solari e pozzi geotermici

greenMe su Instagram

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su facebook
corsi greenme
whatsapp gratis
seguici su instagram