Terra!: social guerrilla contro le emissioni di CO2 delle auto

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Migliaia di automobili a Roma. E fin qui niente di strano. Che poi siano al centro di Piazza Venezia, di cartone e in compagnia di conigli mascherati, una certa impressione la fa. Ed è quello che volevano ottenere gli attivisti di Terra! con l’azione di social guerrilla organizzata ieri mattina nella capitale per protestare contro le emissioni di Co2 e le pubblicità illegali delle auto.

Al grido di “Vietato calpestare il pianeta” 30 attivisti hanno tappezzato di sagome colorate il prato antistante l’Altare della Patria per attirare l’attenzione sul nuovo rapporto di ricerca “Venditori di Fumo” stilato dall’associazione dalla quale emerge la dilagante illegalità delle pubblicità del settore automobilistico.

Per legge, infatti, i messaggi pubblicitari hanno l’obbligo di fornire chiaramente le informazioni sui consumi di carburante ed emissioni di CO2 prodotto dai singoli modelli. Obbligo che, a quanto pare, è rispettato solo da un piccolo 9% del campione di pubblicità analizzate. Su 492 inserzioni analizzate, infatti il 91% è risultato essere illegale non riportando (il 5,68%) o riportandolo in forma scarsamente visibile (l’85,6%) le informazioni sulle emissioni prodotte dai veicoli reclamizzati.

blitzterra2

Oltre a strappare un sorriso ai milioni di romani insonnoliti che si recavano a lavoro, Terra ha trasmesso un esposto all’Istituto della Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), all’Unioncamere e alle Camere di Commercio delle città sede dell’indagine nonché proposto diverse integrazioni al DPR che regola le pubblicità dell’auto, suggerendo una formulazione più chiara, basata sulla scala graduata a colori già usata per indicare l’efficienza energetica degli elettrodomestici.

A differenza della maggior parte dei paesi europei, in Italia le emissioni di gas serra sono aumentate del 7,1%, e il trasporto su gomma è responsabile di quasi il 70% dell’incremento registrato tra il 1990 e il 2007. Una controtendenza soprattutto nei confronti degli obiettivi di Kyoto.

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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