Fiat-Chrysler riconvertirà uno stabilimento del Gruppo per produrre un milione di mascherine al mese

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Le grandi industrie italiane convertono la propria produzione come ai tempi della guerra: questa volta non si tratta di armamenti e veicoli militari come nello scorso millennio, ma di protezioni come mascherine e ventilatori polmonari, le armi che servono ai nostri medici, infermieri, operatori sanitari e soccorritori per non essere contagiati dal Covid-19.

Fiat-Chrysler ha appena annunciato che produrrà in un suo stabilimento mascherine protettive da fornire ad ospedali ed altre strutture sanitarie e di supporto alla popolazione che ne hanno disperato bisogno.

L’impianto dedicato all’emergenza Coronavirus di FCA è ancora da individuare, ma probabilmente sarà individuato in Asia, da dove proviene la stragrande maggioranza dei dispositivi di protezione individuale commercializzati nel mondo e dove sono immediatamente disponibili i macchinari necessari per la produzione.

«L’obiettivo è di iniziare la produzione nelle prossime settimane e arrivare a produrre oltre un milione di mascherine al mese che saranno donate ai primi soccorritori e agli operatori sanitari», ha spiegato l’amministratore delegato Mike Manley in una lettera ai dipendenti diffusa dal sindacato dei metalmeccanici Uilm.

«In questi tempi eccezionali stiamo valutando come poter sfruttare l’ingegno e le competenze di FCA per aiutare la comunità. Tanti di voi sapranno che in Italia i nostri team di engineering e del manufacturing insieme ai colleghi della Ferrari stanno collaborando con Siare Engineering, una delle poche aziende che producono respiratori, per aiutarli a raddoppiare la loro produttività», ha sottolineato Manley.

Nei giorni scorsi Ferrari, che è sempre parte del gruppo di aziende di proprietà di Exor della famiglia Agnelli, ha infatti avviato una collaborazione con l’azienda bolognese Siare Engineering, nota produttrice di ventilatori polmonari impiegati nei reparti di terapia intensiva.

La Casa di Maranello ha offerto tutte le proprie risorse al fine di consentire a Siare di incrementare la produzione settimanale di respiratori da 150 a 300 unità a settimana.

Fonte: UILM / La Stampa

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