Aumentare i limiti di velocità a 150 km/h significa aumentare le emissioni

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Domani nella Commissione trasporti del Senato si inizieranno a discutere gli emendamenti al testo sulla sicurezza stradale che contiene anche la proposta della Lega di aumentare il limite di velocità in autostrada da 130 a 150 all’ora.

Il primo ad essere favorevole all’innalzamento del limite è proprio il Ministro dei trasporti Altero Matteoli anche se ci tiene a specificare che sarebbe limitato ai “tratti autostradali a tre corsie e dove c’è il tutor” e “non per tutte le auto, ma per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto“. Ma piccole in che senso? Di cilindrata? Di dimensioni? Ciò non ci è ancora dato sapere. Certezze ce ne sono ancora poche, anche se dal fronte delle associazioni ambientaliste e dei consumatori cominciano ad arrivare le reazioni contrarie.

Maggiore velocità corrisponde a maggiori consumi di carburante e maggiori emissioni di gas serra: su questo punto si scagliano Greenpeace & Co. Ma maggiore velocità equivale anche a maggiori morti sulle strade: questo rivendicano le ong come Assoconsumatori che ha definito la proposta addirittura “schizzofrenica“.

Non tutti sanno però che in teoria in Italia il limite di velocità di 150 su determinate strade e in condizioni di perfetta visibilità già sarebbe previsto per legge anche se la scelta di aumentare da 130 a 150 è affidata ai gestori delle strade e, visti i numerosi studi che dimostrano come una riduzione di appena 3 Km/h della velocità media permetterebbe di salvare da 5000 a 6000 vita ogni anno, nonché gli effetti positivi riscontrati con il Tutor che ha contribuito a far crollare il numero di morti in autostrada, nessuno di arranca il diritto di farlo.

Così mentre la UE ha in cantiere di bloccare a 170 km/h elettronicamente tutte le auto, in Italia si va, come spesso accade, in controtendenza. E, neanche a farlo apposta, è proprio di ieri uno studio pubblicato da Transport and Environment (la Federazione Europea per il Trasporto e l’Ambiente) che dimostra come una politica comunitaria di riduzione dei limiti di velocità rispetto agli attuali, sarebbe invece vantaggiosa sia per l’ambiente che per la sicurezza stradale.

Consentire un aumento della velocità massima a 150 km/ora in alcuni tratti, oltre agli aspetti legati alla sicurezza implica anche un aumento delle emissioni di CO2, direttamente legate ai consumi“, spiega Andrea Lepore, responsabile campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. A seconda dei modelli, questi aumenti delle emissioni di CO2 oscillano tra il 20 e il 30 per cento, e allo stesso modo aumentano le emissioni di altri inquinanti essendo legati al maggior consumo di carburante.

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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