colonnine ricarica

Si chiama Energia pulita per il trasporto ed è il nuovo pacchetto di misure annunciato ieri dalla Commissione Europea, che prevede di investire nell'installazione di stazioni di combustibili alternativi in tutta Europa. Che sia giunto finalmente il momento anche per il Vecchio Continente di convertirsi definitivamente alla mobilità sostenibile?

Una delle ovvie cause che ha limitato la diffusione dei veicologi ecologici, ed in primo luogo di quelli elettrici, è stata l'assenza di un'adeguata rete di ricarica/rifornimento. Finora, le iniziative del settore non si erano mai focalizzate sulla distribuzione del combustibile ma soltanto sul tipo di combustibili e sui veicoli. Da qui la necessità per l'Ue di focalizzare il punto debole della strategia di converisone all'energia pulita.

Spiega la Commissione in una nota che finora l'uso di combustibili puliti era stato ostacolato da tre fattori: l'elevato costo dei veicoli, un basso livello di accettazione da parte dei consumatori e la mancanza di stazioni di ricarica e rifornimento: "Si tratta di un circolo vizioso. Non vengono costruite stazioni di rifornimento perché non ci sono abbastanza veicoli. I veicoli non sono venduti a prezzi competitivi perché la domanda è insufficiente. I consumatori non acquistano i veicoli perché sono costosi e non ci sono stazioni di rifornimento".

Ma da oggi si cambia musica, o almeno si spera attraverso un pacchetto di obiettivi vincolanti per gli Stati membri che dovranno dotarsi di un livello minimo di infrastrutture per combustibili puliti quali energia elettrica, idrogeno e gas naturale. Ed ecco quali sono le principali misure proposte dall'Ue

Energia elettrica. Per ogni Stato membro sarà stabilito un numero minimo di punti di ricarica che utilizzeranno lo stesso tipo di connettore. L’obiettivo è creare una massa critica di punti di ricarica in modo che le imprese garantiscano una produzione di massa delle automobili a prezzi ragionevoli. Allo stesso tempo l'Ue ha annunciato l’uso del connettore di tipo 2 come standard comune per tutta l’Europa.

Idrogeno: Germania, Italia e Danimarca hanno già un numero significativo di stazioni di rifornimento, anche se alcune non sono accessibili al pubblico ma grazie alla nuova proposta, le stazioni di servizio esistenti saranno collegate tra loro in modo da formare una rete soggetta a norme comuni che garantiscano la mobilità dei veicoli a idrogeno.

Biocarburanti: ad oggi hanno conquistato il 5% del mercato e non richiedono alcuna infrastruttura particolare. Una delle sfide principali consisterà nell’assicurare la loro sostenibilità.

Gas naturale liquefatto (GNL) e compresso (GNC): spiega l'Ue il GNL viene utilizzato per il trasporto per via d’acqua, sia marittimo che per vie navigabili interne. Le infrastrutture per il rifornimento di GNL per le navi sono ancora in fase iniziale: soltanto la Svezia è provvista di alcune infrastrutture per navi marittime e altre sono previste in vari Stati membri. La Commissione propone che vengano installate stazioni di rifornimento di GNL in tutti i 139 porti marittimi e interni della rete centrale transeuropea rispettivamente entro il 2020 e il 2025.

GPL. In questo caso, non è prevista alcuna azione perché, secondo la Commissione europea le infrastrutture di base esistono già. Gli Stati membri dovranno comunque attuare questi cambiamenti senza dover necessariamente ricorrere alla spesa pubblica, mediante la modifica di norme locali che promuovano gli investimenti e l’orientamento del settore privato.

Tra gli obiettivi proposti in materia di infrastrutture accessibili al pubblico, l'Italia dovrà passare dai 1350 punti di ricarica ai 125.000 entro il 2020 e dovrà raggiungere i 130.000 veicoli elettrici già entro il 2015.

Siim Kallas, Vicepresidente e Commissario responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: “Lo sviluppo di combustibili innovativi e alternativi è un modo efficace per rendere l’economia europea più efficiente sotto il profilo delle risorse, ridurre l’eccessiva dipendenza dal petrolio e sviluppare un settore dei trasporti pronto a rispondere alle esigenze del XXI secolo. La Cina e gli Stati Uniti prevedono che entro il 2020 circoleranno complessivamente più di sei milioni di veicoli elettrici. Si tratta di una grande opportunità per l’Europa di assicurarsi una posizione solida in un mercato globale in rapida crescita.

Francesca Mancuso

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