incentivi auto elettriche

Incentivi per l'acquisto delle auto elettriche: l'Italia si sveglia. Ci siamo. Ma forse no. Erogazioni di denaro come se piovesse? Per il momento, meglio non parlarne. Ad analizzare i programmi – ancora peraltro da attuare – illustrati in questi giorni dai rappresentanti politici in Parlamento, tutto quello che è possibile sapere è che nei prossimi mesi (addirittura già entro l'estate) è atteso al vaglio della Camera il primo disegno di legge italiano che illustrerà le modalità di erogazione dei bonus per le auto elettriche. Se tutto andrà per il verso giusto; se, cioè, Camera e Senato daranno il proprio parere positivo, nel 2012 avremo la nostra bella legge nazionale per l'incentivo all'acquisto delle auto a zero emissioni.

La rassicurazione (almeno questo) è arrivata dai rappresentanti alle Commissioni Trasporti e Attività produttive che, in questi giorni, a Roma, presso la sede di Nissan Italia, hanno avuto modo di testare in prima persona la Nissan Leaf, la prima auto elettrica al 100% a cinque porte e quattro posti costruita dalla Casa giapponese, e prima vettura a zero emissioni ad essere stata eletta Auto dell'Anno.

Dunque, a breve vedremo anche da noi una sospirata manovra di incentivazione all'acquisto di auto elettriche? La risposta è affermativa. Ma, per il momento, dati i tempi politici di approvazione, preferiamo usare il condizionale. Perciò: la risposta “sarebbe” affermativa.

La questione, come spesso accade in Italia quando si ha a che fare con delle novità sociali talmente importanti da richiedere tempi decisionali brevi, è tuttavia più politica che operativa. Dispiace cadere nel solito (e tutto italiano) senso di esterofilia: L'erba del vicino è sempre più verdeci appartiene quasi in maniera genetica. Ma osserviamo come, in tempi brevi (ricordiamo che, in Italia, di incentivi per le auto elettriche si iniziò a parlare nel 2009), e con quali importi, gli altri Stati europei hanno dato il via alle manovre di incentivo all'acquisto delle auto elettriche.

Esaminata subito l'entità degli incentivi in Danimarca (ben 19050 euro, per i privati e per le aziende... e non conosciamo se, per queste ultime, ci siano degli sgravi fiscali ulteriori), la Francia mette a disposizione 5 mila euro (per i privati) e ben 12335 euro per le aziende: Andiamo avanti: per i privati, il Belgio eroga 9250 euro; per le aziende, nessun incentivo all'acquisto, ma una deducibilità fiscale da leccarsi i baffi: 120%e ammortamento in due anni; se i Paesi Bassi offrono 6783 euro ai privati e 13293 euro per le aziende, la Norvegia incentiva l'acquisto di auto elettriche con 9952 euro (per tutti: privati e aziende). La Gran Bretagna, dal canto suo, ha operato un piano che prevede, in sterline, l'equivalente di circa 5870 euro (privati) e circa13730 euro (aziende); il Portogallo, più “macchinoso”, offre 5000 euro e 1500 euro per la rottamazione che si sommano a 155 euro di esenzione dal pagamento del bollo annuale di circolazione (per i privati), e l'esenzione dalle tasse – da 900 a 2031 euro – più l'esenzione dal pagamento, anche qui, del bollo (aziende); la manovra operata dalla Spagna indica 6480 euro di incentivi per tutti, privati e aziende; stesso tenore, cioè bonus uguali, seppure inferiori (3563 euro) in Grecia, in Austria (2850 euro), in Finlandia (1811 euro) e in Germania (925 euro); l'incentivo messo in campo dalla Svizzeraammonta a 2012 euro per i privati e 1359 europer le aziende.

E dire che, come noi stessi avevamo già avuto modo di analizzare un mese e mezzo fa, le attuali due proposte di legge finora presentate per l'incentivo alla diffusione della mobilità elettrica (e che fanno capo alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive), non hanno niente da invidiareagli sbandierati piani messi in atto nelle altre Nazioni dell'Unione europea. Vale la pena riproporle.

Agostino Ghiglia (Pdl), ha presentato un disegno di legge (già sottoscritto da 170 parlamentari e illustrato, lo scorso ottobre, al convegno diFareAmbiente “Mobilità sostenibile: vantaggi e prospettive dell'elettrico in Italia”) che prevede lo sviluppo della mobilità elettrica attraverso un piano di interventi che vanno dagli incentivi di 5 mila euro per l'acquisto di veicoli a zero emissioni, la copertura del 50% delle spese per le infrastrutture sostenute dalle amministrazioni locali; una serie di vantaggi fiscali per i clienti, privati e aziende, che acquistano veicoli elettrici e che installano le colonnine di ricarica; tariffe vantaggioseper le ricariche delle batterie; l'obbligo, per gli edifici di nuova costruzione e in restauro, di dotarsi di infrastrutture per la ricarica.

La proposta di legge presentata da Andrea Lulli (Pd) indica: 50 milioni di euro in più ai 70 stanziati per il Fondo per la Mobilità sostenibile, destinato al potenziamento dellarete di distribuzionedi metano, Gpl, idrogeno ed energia elettrica; sviluppo di impianti eolici e fotovoltaici per la ricaricadei veicoli a trazione elettrica, con la realizzazione distazioni, colonnine e strutture di ricarica o scambio di batterie su tutto il territorio nazionale, in particolare sulle autostrade; l'acquisto di flotte pubbliche e di autobus elettrici; realizzazione di parcheggi e “strisce verdi” dotati di colonnine per la ricarica; priorità, nelle gare di appalto, al car sharing alle società o agli Enti che utilizzano veicoli elettrici. Quanto alle misure economiche, si indicano:

  • 5500 euro per il passaggio a un veicolo elettrico;

  • ammortamenti più brevi per i veicoli acquistati da società o aziende;

  • esclusione dal pagamento di tasse sull'elettricità fornita dalle fonti rinnovabili utilizzate per la ricarica degli “elettrici”;

  • esenzione dal pagamento della tassa di proprietà per i veicoli elettrici (a cura delle Regioni); permesso di circolazione dei veicoli elettrici nelle zone urbane a traffico limitato e nelle giornate di blocco del traffico.

Un appunto curioso: per la copertura degli oneri statali sotto forma di incentivi, il disegno di legge di Lulli prevede un contributo di per ogni bottiglia in materiale plasticovenduta al pubblico.

Comprendiamo facilmente che si tratta di provvedimenti ben più articolati rispetto alla “misera” sosta gratuita all'interno delle strisce blu e all'ingresso libero e gratuito nei centri storici e nelle Ztl già decisa, a Roma, dalla Giunta Alemanno. Articolati, e vantaggiosi per il consumatore, che è poi quello che “fa” il mercato. Bisognerà tenere gli occhi aperti, perché la possibilità che questo provvedimento delle agevolazioni all'ingresso gratuito nelle Ztl e al parcheggio libero (un po'... povero, soprattutto se visto un'ottica nazionale, mentre può essere positivo se analizzato nelle varie situazioni locali, da città a città) possa essere esteso a tutta l'Italia a mo' di “incentivo” può essere dietro l'angolo.

Piergiorgio Pescarolo

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