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Trecento colonnine per la ricarica delle auto elettriche, 1000 veicoli a zero emissioni su strada, anche grazie a un incentivo economico (come dire: se non ci pensa il Governo, se ne occupa l'amministrazione locale). E la partecipazione di alcune Case automobilistiche, quali Chevrolet, Citroen, Mitsubishi Motors, Nissan, Opel, Renault insieme a Pininfarina, gruppo Tazzari, Estrima e Ducati Energia. Ecco, detta in soldoni, il progetto “Zero Emission City”, programma di sviluppo della mobilità urbana elettrica, presentato in questi giorni a Parma nell'ambito del convegno “Politica europea per la mobilità elettrica”.

Un programma che, in quattro anni, porterà alla città emiliana un valido contributo all'incremento delle politiche per la mobilità sostenibile. Per il progetto “Zero Emission City”, promosso dal Comune di Parma, è stata comunicata la previsione di un investimento complessivo di 9 milioni di euro (dei quali 1,9 milioni da destinare alla fase iniziale del programma, che prevede l'installazione di 100 colonnine di ricarica entro il 2012); e, per l'acquisto di veicoli elettrici, degli incentivi fino a 6 mila euro.

In questo modo, si prevede per il 2015 la circolazione di 1000 auto elettriche, anche grazie a una successiva fase che vedrà l'installazione di ulteriori 300 colonnine di ricarica. Sarà lo stesso Comune di Parma a farsi carico dell'acquisto dei veicoli, che saranno assegnati agli automobilisti attraverso diverse forme di contratto: noleggio, comodato o acquisto (in quest'ultimo caso ci sarà il bonus di 6 mila euro). È previsto anche l'utilizzo di una parte delle auto elettriche acquistate con lo “Zero Emission City” per servizi pubblici (società del Comune, aziende partecipate e car sharing).

Il progetto “Zero Emission City” presentato a Parma fa sorgere alcune considerazioni. Prima fra tutte, l'impegno dei Governi nazionali all'incremento della mobilità elettrica nelle città attraverso, ad esempio, la predisposizione di programmi di incentivi per le auto elettriche.

È l'esempio della Gran Bretagna, dove dalla scorsa primavera sono state eliminate le imposte a carico delle aziende per i propri veicoli elettrici, e dove dallo scorso 1 gennaio è entrata in vigore la campagna di bonus governativi che prevedono uno sconto del 25% sul listino, fino a un massimo di 5mila sterline. Ma anche della Germania, che - dall'impegno condiviso fra Governo e Case automobilistiche – ha preparato un piano di sviluppo della mobilità elettrica finalizzato alla circolazione, nel 2020, di un milione di veicoli a zero emissioni. La Spagna, nei mesi scorsi, aveva illustrato un proprio programma grazie allo stanziamento di 590 milioni di euro in due anni, sconti fino al 20% sull'acquisto di veicoli elettrici e, per il 2014, la proiezione di un parco circolante di 250 mila veicoli a zero emissioni. In Francia, un programma governativo ha deciso l'installazione di 75 mila colonnine di ricarica sulle strade nazionali e 5 mila euro di incentivi all'acquisto di veicoli elettrici, che nel 2015 dovranno essere 100 mila.

In Italia, l'impegno resta affidato in larga parte ai privati. Ne sono esempio i progetti E-Mobility Italy (partito a Milano, Roma e Pisa, con la collaborazione fra Smart ed Enel) ed E-Moving (Milano e Brescia, con Renault e A2A), con l'affidamento di una flotta, rispettivamente, di Smart Fortwo Electric Drive e Renault Fluence ZE e Kangoo Express ZE.

Piergiorgio Pescarolo

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