incentivi_auto_2011

Bambole, qua rischia di non esserci una lira. Senza incentivi statali, il 2011 dell'auto per l'Italia si annuncia come un “nuovo” periodo negativo, che segue dritto dritto il 2010 che è trascorso per buona parte senza i bonus governativi per l'acquisto di nuovi autoveicoli meno inquinanti. E, soprattutto, del tutto incerto sul fronte delle agevolazioni per l'acquisto di vetture a basso impatto ambientale.

Che non saranno ancora le auto elettriche, per le quali il mercato si farà più reattivo in un futuro – pronosticato dalle stesse Case produttrici – a medio termine. Ma che, almeno, potrebbero essere le auto a carburanti “puliti” - metano e Gpl – che, attualmente, secondo un Entedi ricerca svizzero, inquinano pure di meno rispetto alle auto ibride.

Incentivi auto a metano 2011

Questa, evidenziata da GreenMe.it lo scorso autunno, è una notizia giunta come un fulmine a ciel sereno fra gli addetti ai lavori, e che confermerebbe pure – a discapito della “moda” attuale della propulsione a benzina ed elettrica – la bontà della scelta di decine di migliaia di automobilisti che hanno convertito la propria auto a gas naturale (per motivi di risparmio essendo questo di gran lunga più economico, al distributore, rispetto a benzina e gasolio; ma anche per l'attenzione all'ambiente). Secondo l'Empa (Ente federale del Governo svizzero che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica), infatti, sui percorsi autostradali e nelle strade extraurbane le auto a metano liberano nell'atmosfera quantità minori di CO2 in confronto alle auto equipaggiate con la doppia alimentazione benzina – elettrica.

Tuttavia, adesso occorre fare i conti con le prospettive del settore. Ed ecco la domanda: ci sarà spazio, nel 2011, per nuovi incentivi? E ancora: come reagirà il mercato in mancanza dei bonus? Da un lato, si spera che le amministrazioni locali proseguano sulla strada degli incentivi per l'acquisto o la trasformazione degli autoveicoli a metano, come già iniziato la scorsa primavera quando, nell'Italia centro – settentrionale, era arrivata una tornata di incentivi per il passaggio dell'alimentazione della propria auto da benzina a metano.

Eppure l'auto è il mezzo di trasporto preferito dagli italiani. Uno su due vuole nuovi incentivi

In questi giorni, il Rapporto Aci-Censis “Automobile 2010” ha evidenziato come il 47,5% degli italiani chieda, a gran voce, un rinnovo degli incentivi statali per la sostituzione del proprio veicolo. In sostanza: un italiano su due vedrebbe con favore una nuova fase di incentivi, che per l'auto a metano è durato fino alla scorsa primavera. Quando, cioè, la preferenza data all'alimentazione a gas naturale era la scelta indicata da un italiano su tre (il 30% circa), per poi calare al 10% una volta esauriti gli incentivi.

E, se è vero – come emerge dal rapporto Aci-Censis – che la percentuale di italiani che si dichiarano disposti, nel 2011, ad acquistare una vettura nuova non arriva al 4%, ecco che il mercato dell'auto si prepara a un'annata “in discesa” sul fronte delle immatricolazioni. L'Unrae (Unione dei rappresentanti dei costruttori esteri), per l'anno appena trascorso aveva recentemente pronosticato una chiusura a poco più di 1 milione 900 mila nuove immatricolazioni. E, per il 2011, un totale di circa 1 milione 850 mila immatricolazioni.

Si dirà: il Rapporto Aci-Censis evidenzia anche che, se per gli spostamenti a breve raggio (e per la mobilità urbana) l'auto resta il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, per gli spostamenti extraurbani l'attenzione viene rivolta più ai mezzi di trasporto pubblico. D'altro canto, lo scorso dicembre è stato evidenziato in una stima dell'Eni che la crescita del settore delle auto a metano ha conosciuto un progressivo calo.

Federauto: “No” agli incentivi – spot, sì a exit strategy per il futuro

In una recente intervista apparsa su Omniauto, Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto (l'associazione nazionale delle concessionarie di vendita di autoveicoli) è dell'avviso che “Non ci sia alcuna possibilità concreta per una nuova fase di incentivi all'acquisto anche per il 2011”. D'altro canto, è stato pure espresso un “no” ad eventuali nuove tornate di bonus “spot”: per risolvere i problemi del settore, secondo Pavan, la soluzione ideale sarebbe la condivisione con il Governo di un piano pluriennale, sviluppato su un minimo di 36 mesi, che possa concretamente aiutare chi possiede un'auto Euro 0, 1 o 2 alla sua sostituzione: “Inoltre – ha osservato Pavan Bernacchi nell'intervista – Se strutturati, questi incentivi pluriennali potrebbero supportare la produzione di vetture a metano, Gpl o comunque a basso impatto ambientale. Con beneficio per i lavoratori, la protezione dei posti di lavoro nella produzione e nella commercializzazione e un minore ricorso agli ammortizzatori sociali”.

E gli incentivi per le auto elettriche ci saranno nel 2011?

Se, almeno per il 2011, la prospettiva è di un mercato nazionale a bocca asciutta per gli incentivi all'acquisto o alla conversione di auto a metano (sempre che dalle amministrazioni locali non arrivino segnali favorevoli in questo senso), le previsioni per gli incentivi all'acquisto di auto elettriche non sono migliori. Le Case automobilistiche puntano sul “via libera” dei Governi per il lancio commerciale dei modelli elettrici. E, all'estero, qualcosa in questo senso si muove. In Germania c'è il famoso “piano” per un milione di autoveicoli a zero emissioni nel 2020. La Gran Bretagna ha varato un programma di stanziamento di fondi pubblici da 43 milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) da gennaio 2011 a gennaio 2012. La Spagna, già la scorsa primavera, aveva deciso il maxi piano da 590 milioni di euro per l'incentivo all'auto elettrica. Al contrario, l'Italia rischia di restare “al palo” anche nel settore della mobilità elettrica, visto che per il 2011, almeno per il momento, non c'è niente all'orizzonte.

Piergiorgio Pescarolo

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