pneumatici_ricostruiti

Da oggi acquistare pneumatici rigenerati diventa semplice e alla portata di tutti. Con il nuovo sito www.hardgreen.it, infatti, basta un click per avere direttamente a casa un copertone ecologico, di produzione italiana, realizzato ricostruendo i vecchi pneumatici, e contribuire così a ridurre lo smaltimento in discarica della gomma, ma anche il fenomeno dello smaltimento illegale dei copertoni che secondo l'ultimo dossier di Legambiente “Copertone selvaggio” ha disperso nell'ambiente oltre 100.000 tonnellate di pneumatici fuori uso.

Osteggiati dalle principali case produttrici, diffusissimi all'estero, finalmente anche in Italia cominciano ad essere apprezzati e scelti da sempre più persone. Gli pneumatici rigenerati venduti su Hardgreen.it - una nuova realtà nata dall’esperienza decennale nel campo di due dei soci fondatori (Maurizio e Carlo) affiancati da 2 giovani esperti di Marketing (Loris e Paolo) – sono prodotti e selezionati da due aziende italiane specializzate nella ricostruzione dei pneumatici, la Rigagomme di Campo Tizzoro (PT) e la Tagomtires di Modena e sono disponibili nelle taglie più in uso, compresi gli pneumatici invernali (Gomma termica o da neve). Attualmente la gamma degli pneumatici ricostruiti venduti sul nuovo sito internet copre circa il 70% del parco auto circolante, ma è in previsione di arrivare entro pochi mesi al 100% con disponibilità di tutte le misure, anche quelle più grandi.

1) Ma come funziona l'acquisto?

pneumatici_ecologici

Su Hardgreen.it il cliente acquista gli pneumatici – garantiti 5 anni - ad un prezzo comprensivo di IVA E TRASPORTO sino a casa o può scegliere di fare arrivare i propri pneumatici presso uno dei centri di montaggio pneumatici convenzionati. Quest'ultimo è a carico del cliente (la cifra varia da 7 euro a 12 euro per pneumatico bilaciato e montato sull’auto..

Ma perché acquistare un pneumatico ricostruito? Esistono principalmente 3 buoni motivi, rispettivamente di carattere energetico, ecologico, ma anche economico.

 

2) Risparmio energetico e di materiali

È stato stimato che per lo stesso volume di produzione, l’industria del nuovo avrebbe impiegato 71.400 tonnellate di materie prime (gomma naturale e sintetica, nero fumo, acciaio, rame, fibre tessili e artificiali, oli aromatici, prodotti chimici) in buona parte provenienti dalla importazione o dalla lavorazione di prodotti petroliferi, contro 20.000 tonnellate utilizzate dal ricostruito per il solo ripristino del battistrada consumato.

Il risparmio di materie prime che ne consegue è quindi di 51.400 tonnellate, cui si aggiunge il differenziale di contenuto energetico necessario per la produzione, stimato in < Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Questi risultati hanno una ricaduta molto positiva anche sulla bilancia commerciale del Paese che, con la ricostruzione di pneumatici e con il suo indotto nel 1998 ha ridimensionato il deficit accumulato dall’industria del pneumatico nuovo per effetto del negativo andamento import/export, deficit risultato pari a 343 miliardi di lire.

Infatti, l’esportazione di coperture rigenerate presenta un saldo attivo di oltre 47 miliardi di lire, cui si aggiunge quello derivante dalla esportazione di materiali non vulcanizzati per la ricostruzione pari ad oltre 65 miliardi di lire.
A queste cifre va sommato il saldo attivo acquisito anche dall’esportazione di macchinari e stampi, di cui manca la rilevazione per l’eterogeneità dei prodotti venduti all’estero, ma che si presume molto rilevante, data l'ottima reputazione di cui gode la tecnologia "Made in Italy" del settore nel mondo.

 

3) Risparmio ecologico

Sulla base degli stessi presupposti produttivi, la riemissione sul mercato del ricambio di 2.960.000 pneumatici ricostruiti ha sottratto alla discarica o ad altri sistemi di smaltimento distruttivo o nocivo una quantità pari a tonnellate di pneumatici usatiche con il solo rifacimento del battistrada consumato nel primo arco di vita del prodotto, sono stati restituiti alla loro originaria funzione.


4) Risparmio economico

Se al posto dei pneumatici ricostruiti l’utente-automobilista o autotrasportatore avesse dovuto sostituire quelli usurati con prodotti nuovi, avrebbe speso complessivamente 420 milioni di Euro, contro i 160 milioni di lire effettivamente pagati, con un risparmio secco di 260 milioni di Euro, destinabili al finanziamento di altri consumi.

In pratica l'acquisto di 4 pneumatici ecologici permette di consumare circa 75 litri di petrolio in meno oltre ad evitare di mandare in discarica 40 kg di rifiuti non facendo aumentare i 15 milioni di tonnellate di pneumatici usati che ogni anno in Europa vengono smaltiti in discarica o inceneriti!

Sono queste le credenziali più significative con cui il pneumatico ricostruito , dopo la lunga crisi che lo ha portato ai minimi storici per una serie di ingiuste penalizzazioni strutturali, burocratiche e fiscali che occorre rimuovere al più presto se si vuole assicurare la sopravvivenza del settore.

Auspichiamo a questo proposito che l’Italia si faccia promotrice di sgravi fiscali (per es. l’Iva al 4%) in questo modo si favorirebbe l’acquisto del pneumatico ricostruito anche per l’automobilista che non ha una motivazione ecologica ma solo economica – spiega Maurizio Andreozzi, uno dei fondatori di HardGreen.it - Infatti sarebbe attratto dall’acquisto per il risparmio notevole (dal 30 al 55% in meno) e con strumenti fiscali adeguati il risparmio si aggirerebbe oltre il 50%!

Redazione greenMe.it

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