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Fra le prime auto elettriche ad essere già presenti sul mercato, insieme alla americanaTesla Roadster e alla Mitsubishi i-MiEV, la citycar a zero emissioni Think City in questi giorni è protagonista di un primato: è, infatti, la prima auto elettrica ad essere oggetto di una campagna di richiami.

Esattamente come accaduto, nei mesi scorsi, alla Toyota, che aveva richiamato nelle officine autorizzate 8 milioni e 500 mila esemplari del marchio. Nello specifico, per la piccola Think City si tratta di un guasto individuato all'impianto frenante: l'elettronica, infatti, in caso di forte umidità dell'aria (o in caso di pioggia) dà luogo a dei difetti di funzionamento, che comportano una ridotta azione dei freni a parità di forza sul pedale. In pratica, i freni funzionano, ma per fermare la vettura occorre più forza.

Gli esemplari oggetto del controllo sono circa 850. Non si sa a quanto, in percentuale, ammontino sul totale della produzione, perché i volumi di produzione non sono stati resi noti.

La Think City, costruita in Norvegia dalla Th!nk, azienda partecipata per il 31% dalla Ener1, azienda che fornisce alla Think le batterie per l'alimentazione, è una citycar a zero emissioni. La velocità massima è di 110 km/h, l'accelerazione da 0 a 80 km/h richiede 16 secondi circa; l'autonomia è di 170 km. Fra le particolarità della vettura, il fatto di essere riciclabile al 95%, grazie ai materiali di costruzione impiegati.

Finora, la Think City viene venduta in Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Finlandia, Francia, Spagna e Svizzera a un prezzo di circa 30mila euro.

Piergiorgio Pescarolo

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