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Dimmi come guiderai e ti dirò chi sei”. Anzi: “Cosa potrai fare per l'ambiente mentre sarai al volante della tua auto”. Ovvero: nel futuro, gli automobilisti italiani saranno più rispettosi dell'ambiente. E impareranno “sulla propria pelle” cosa vuol dire una condotta di guida eco sostenibile, grazie all'adozione di apposite “scatole nere” sulle auto utilizzate dalle scuole guida.

Dal 1 gennaio 2011, concetti come “Ecologia” e “Risparmio energetico” costituiranno, infatti, una parte dello studio assegnato dalle scuole guida agli allievi in odore di patente.

Lo ha comunicato in questi giorni Maurizio Vitelli, direttore generale della Motorizzazione, alla presentazione del progetto Ecopatente 2010, promosso da Legambiente in collaborazione con la Confarca (Confederazione delle Autoscuole riunite e consulenti automobilistici) che, da questo mese e sino al prossimo febbraio, permette - come lo scorso anno - agli allievi di scuola guida di approfondire le tematiche sulla guida ecosostenibile per ottenere, alla fine dei corsi, una Ecopatente.

Il programma istituzionale, che partirà il prossimo gennaio, da una parte aumenterà i concetti che chi si appresta a conseguire la patente sarà chiamato a studiare. Dall'altra, però, permetterà ai neopatentati di conoscere meglio di chi già guida gli accorgimenti più adatti per mettersi al volante con un occhio alla difesa dell'ambiente.

Accanto alle “solite” domande a risposta multipla sui segnali stradali, sulla circolazione e sul pronto soccorso, infatti, nei quiz ministeriali degli esami di teoria saranno presenti anche dei quesiti sulla guida “pulita”.

E, a dimostrazione della bontà di questo progetto, la teoria insegnata in aula andrà di pari passo con la pratica. Per i prossimi giorni è attesa la ratifica di un accordo fra la Motorizzazione e le Associazioni di categoria per la consegna a 500 autoscuole distribuite sul territorio nazionale di altrettante “scatole nere”. Si tratterà di “cervelli di controllo”, collegati alle centraline dei motori, ai quali sarà affidato il compito di monitorare le modalità di guida degli allievi durante le ore di lezione su strada e fornire i risultati su “quanto” la guida di ogni aspirante automobilista sarà eco friendly.

Se si fa “uno più uno”, si può ipotizzare che l'iniziativa possa essere compresa nel novero dei piani messi in atto dal nostro Paese in materia di crescita sostenibile. Entro la fine di giugno, infatti, l'Italia dovrà comunicare in quale modo attuerà i programmi d'azione per la Direttiva comunitaria 2009/28, che assegna all'Italia un obiettivo del 17 per cento da attuare per il 2020 sui consumi finali di energia primaria e che comprende anche futuri limiti alle emissioni del traffico veicolare.

Piergiorgio Pescarolo


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