Prese per le auto elettriche obbligatorie nelle nuove case entro il 2017

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Tutte le nuove costruzioni devono essere dotate di presa per le auto elettriche. Se ne saranno prive, il Comune non rilascerà loro il titolo abilitativo. Lo dice la legge ma ancora non tutti i comuni si sono adeguati alla norma. Eppure l'obbligo di installare la presa per auto elettriche scadrà tra poco meno di due mesi, a fine 2017.

Poche sono le città che si sono adeguate a quanto previsto dal Dlgs 257/2016, che a sua volta ha modificato l'articolo 4 del Testo unico dell'edilizia, il Dpr 380/2001. Ritardi che si accumulano visto che il 1° giugno 2014 era stata la prima data utile entro cui i Comuni avrebbero dovuto inserire nei propri regolamenti la norma che obbliga a inserire le prese per le auto elettriche nei nuovi edifici. Tale obbligo è slittato al 31 dicembre 2017.

Il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica è stato pubblicato lo scorso anno nella Gazzetta ufficiale. La Legge del 7 agosto 2012, n. 134 ha regolamentato una serie di iniziative per favorire lo sviluppo della mobilità con veicoli a basse emissioni complessive.

Il decreto 257/2016 attua la direttiva europea 2014/94/Ue stabilendo alcuni requisiti minimi per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, compresi i punti di ricarica per i mezzi elettrici.

Ecco quali sono gli edifici che dovranno attenersi all'obbligo non appena i comuni avranno aggiornato il loro regolamento edilizio.

– gli edifici non residenziali di nuova costruzione con estensione superiore a 500 metri quadri;

– gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative. In questo caso, il numero di parcheggi e di box auto dotati di colonnina non deve essere inferiore al 20% del totale.

– i fabbricati già esistenti su cui si è stata effettuata ristrutturazione edilizia di primo livello che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico.

La ricarica si effettuerà con tessere magnetiche individuali. Nei condomini le spese si suddivideranno sulla base degli effettivi consumi.

Chi si è adeguato?

Al momento poche città si sono allineate e hanno regolamentato l'obbligo. Per quanto riguarda i capoluoghi di regione, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso lo hanno fanno nonostante l'imminente scadenza.

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Se i Comuni non si adegueranno, stando a quanto previsto dal Testo unico edilizia, dovranno essere le Regioni a intervenire facendo decadere i titoli edilizi rilasciati per edifici non costruiti seguendo le regole.

Francesca Mancuso