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Auto elettriche e ibride: cresce la domanda. Una buona notizia, una boccata d'ossigeno nell'attuale panorama della motorizzazione che, secondo un sondaggio effettuato dalla JD Power, società di consulenza inglese, si avvia in maniera concreta ad essere meno “petrolio dipendente” e sempre più green.

Lo evidenziano i risultati di una indagine di mercato. Dati alla mano, per la fine dell'anno il parco auto a emissioni zero potrà contare su 940 mila nuove immatricolazioni a livello mondiale. Una cifra superiore di oltre il 20 per cento rispetto alle 732 mila vetture del 2009 e, sembra, pure di gran lunga inferiore ai tre milioni di auto elettriche e ibride previsti per il 2015.

Da un disastro provocato dall'uomo, nascerà una mobilità tutta nuova

Che la catastrofe ambientale causata dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico potesse essere uno dei mezzi per rendere più rapida la corsa a una mobilità più sostenibile, è un concetto del quale chiunque avrebbe fatto a meno. Tuttavia, questo disastro influirà in modo sensibile all'accelerazione dello sviluppo delle vetture a emissioni zero. O meglio, ne è una delle cause: i sistemi di approvvigionamento del petrolio, d'ora in poi, saranno molto più severi. Dunque: in una larga fetta dell'economia mondiale, mai come ora la necessità di arrivare al più presto a un consistente parco auto composto da veicoli elettrici e ibridi è stata così pressante.

Il mercato delle “elettriche” destinato a compiere un deciso passo in avanti

Cosa succederà? Secondo l'analisi compiuta dalla JD Power, il settore delle vetture green conoscerà a breve un notevole sviluppo. Entro il 2015, innanzitutto, gli USA possiederanno il 55 per cento del mercato delle auto “ibride” (alimentate, cioè, da un motore a benzina accoppiato a un propulsore elettrico). Una fetta meno consistente (ma pur sempre nell'ordine del 30 per cento) sarà appannaggio dei mercati asiatici, che vedranno il Giappone nel ruolo di capofila con il 25 per cento delle vendite. Il restante 15 per cento sarà distribuito in Europa, Sud America e Oceania.

Questo per dire delle vetture ibride. Le auto elettriche, ancora in via di sviluppo su larga scala, conosceranno un mercato più di nicchia. Certamente, le condizioni si prospettano favorevoli anche per le “emissioni zero”. Ma non aspettiamoci gli stessi numeri delle “ibride”: le previsioni della JD Power, infatti, indicano che nel 2015 il parco auto immatricolate all'anno sarà nell'ordine delle 500 mila unità.

Non è poco, in ogni caso. Ed è da tenere presente che questa cifra è stata ricavata sulla base delle conoscenze tecniche attuali. Vale a dire: il panorama potrà ancora cambiare, e in meglio, con produzioni di batterie al litio più massicce, che porteranno a un abbattimento dei costi (un esempio per tutti è la Mitsubishi i-MiEV, la citycar elettrica per la quale la Casa costruttrice ha annunciato che fra due anni il prezzo di vendita calerà del 30 per cento e, al netto degli incentivi in vigore in Giappone, costerà al cambio meno di 18 mila euro) e le attese migliorie tecnologiche, necessarie per garantire agli attuali accumulatori una autonomia competitiva con le “ibride” (un altro esempio: la Toyota Prius, “ibrida” di nuova generazione, ha un'autonomia totale che sfiora i 1000 km; la Nissan Leaf, che come la precedente è una vettura da famiglia, dunque “pari classe”, percorre a seconda dell'alimentazione fra i 160 e i 400 km).

Le previsioni, in ogni caso, confermano quello che è uno dei punti cardine della mobilità per i prossimi anni: sarà sempre più green.

Piergiorgio Pescarolo

 

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