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All'inizio di aprile, la prima serie del nuovo corso green da parte della General Motors era stata avviata, con la preparazione di una prima piccola serie della Chevrolet Volt, pianificata per le prossime settimane da parte dei rappresentanti dell'amministrazione Obama. In questi giorni, la GM ha deciso di... raddoppiare. Dallo stabilimento di Warren, nel Michigan, è infatti uscita la prima unità “di serie” dell' Ampera, l' elettrica di Opel.

 

La “cugina” della Chevrolet Volt, con la quale condivide il pianale e la propulsione, è attesa per le prossime settimane a un programma di sviluppo che riguarderà una “flotta” di unità di pre – serie, da utilizzare per gli ultimi test di rifinitura, in attesa del debutto della vettura nei listini della Casa, previsto per la fine del 2011.

La Opel Ampera compare da più di un anno sul taccuino delle priorità per la General Motors. La première della “ibrida range extended” di Russelsheim, infatti, era avvenuta al Salone di Ginevra del marzo 2009.

 

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L'origine del progetto è la stessa che accompagna lo sviluppo della Chevrolet Volt. La propulsione, a sistema elettromeccanico chiamato E-Rev (ovvero Extended Range Electric Vehicle), o Voltec, si basa sull'abbinamento di un motore a scoppio e di una unità elettrica.

 

L'aspetto tecnico che differenzia la Opel Ampera dalle auto ibride in fase di sviluppo da parte degli altri Costruttori, tuttavia, sta nella scelta di sfruttare il motore a scoppio (un 4 cilindri da 1,4 litri di cilindrata) unicamente come generatore di energia per il motore elettrico da 111 kW che costituisce la principale unità motrice della vettura.

Con questo sistema, hanno assicurato i tecnici della Opel si risolve anche il problema della range anxiety, ovvero la paura di ritrovarsi all'improvviso con la batteria vuota e dover attenderne la ricarica. Nelle scorse settimane, a Tokyo, è stato avviato un programma di ricarica ultrarapida, attraverso la sostituzione delle batterie. Nel caso della Ampera (e della Volt) la questione viene bypassata con il sistema del generatore.

L'energia prodotta dal motore a benzina viene immagazzinata da una batteria al litio da 16 kWh costruita a “T” e alloggiata nella parte bassa – centrale e sotto i sedili posteriori della Ampera.

Per la ricarica dell'accumulatore, attraverso una comune “presa” domestica da 220V, sono sufficienti tre ore; per compiere questa operazione, si utilizza la presa di corrente situata dietro lo sportellino situato nella parte anteriore sinistra della vettura.

L'autonomia in modalità elettrica è di 60 km (che, secondo gli studi effettuati dalle Case produttrici, sono sufficienti per coprire il tragitto quotidiano casa – lavoro e ritorno). L'azione di ricarica effettuata dal motore a scoppio permette un'autonomia totale di circa 500 km: in questo modo, le emissioni di CO2 ammontano a 40 g/km.

L'impostazione della Opel Ampera è, al pari della Chevrolet Volt, improntata per intero alla massima efficienza possibile col minimo dispendio energetico. L'aerodinamica del corpo vettura è, infatti, particolarmente curata. L'impronta a terra, che avviene con degli pneumatici Goodyear a basso coefficiente di rotolamento, è anch'essa finalizzata all'abbattimento dei consumi.

Piergiorgio Pescarolo

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