consumo benzina

Auto che consumano (molto) più di quello che viene dichiarato sulla carta: un'indagine mostra come gran parte delle vetture sia inefficiente, con una evidente discrepanza tra consumi "ufficiali" e consumi effettivi, e punta il dito contro la scarsa affidabilità dei test di laboratorio utilizzati dalle case automobilistiche per quantificare il consumo di carburante.

Quando si acquista un’auto, si considerano molteplici fattori: il gusto personale, il prezzo, la cilindrata ma anche l’efficienza, con la tipica domanda “Quanti chilometri fa con un litro?” D’altra parte, il consumo di carburante incide moltissimo sui costi di mantenimento di un veicolo e non può non influenzare il giudizio di un potenziale acquirente.

Non è un caso, quindi, che la scarsa corrispondenza tra consumi pubblicizzati e consumi effettivi sia una delle lamentele più diffuse tra quanti hanno acquistato un’autovettura. Colpa di test di laboratorio datati, facilmente manipolabili da parte delle case automobilistiche, e che non riproducono le reali condizioni in cui un motore si trova a operare nella quotidianità.

A contribuire a far luce su questo problema è l’EQUA Fuel Economy Index, uno strumento messo a punto da una società inglese, che ha testato su strada migliaia di automobili di marchi diversi per verificarne performance e consumi. Il risultato è una classifica che mostra come quasi tutti i veicoli in commercio (con due sole eccezioni: la Aston Martin Vintage e la Nissan 37O7) tradiscano le aspettative dei consumatori. Tra i veicoli meno virtuosi, primeggiano Fiat 500, Ford Fiesta e Ford Focus, con prestazioni inferiori, rispettivamente, del 45%, del 43% e del 42% rispetto a quanto pubblicizzato dalle rispettive case automobilistiche.

Nelle due tabelle che seguono, troviamo l'elenco  dei 10 veicoli “peggiori” e dei 10 “migliori” (essendo stata redatta da una società inglese, la classifica considera il numero di miglia percorse con un gallone di combustibile, abbreviato con la sigla MPG).

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Il problema della discrepanza tra consumi millantati ed effettivi non riguarda soltanto le tasche di chi acquista un’auto, ma ha ricadute ben più ampie, ad esempio in termini di emissioni di anidride carbonica. Se le auto sono meno efficienti di quanto viene dichiarato, infatti, vuol dire non solo che consumano più combustibile, ma anche che inquinano più di quanto dovrebbero, con conseguenze sulla qualità dell'aria che respiriamo e sul riscaldamento globale.

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Per questo, non possiamo non unirci al coro di chi chiede che i controlli siano più stringenti, in modo che le cifre pubblicizzate corrispondano il più possibile alla realtà e che i consumatori possano compiere le proprie scelte di acquisto senza essere ingannati. Auspicando, nello stesso tempo, che i progressi nel campo della mobilità elettrica permettano, negli anni a venire, di rendere sempre meno diffuso il ricorso a vetture alimentate da fonti fossili.

Lisa Vagnozzi

Photo credits tabelle

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